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Passala ad Angel. E poi ci pensa lui. Forse il piano partita della Juve non era esattamente questo, ma tutto sommato non sarebbe stato un programma sbagliato. Tre gol, tre assist di Di Maria. È servito tutto il genio dell'argentino per archiviare la pratica Maccabi Haifa, dopo una mezz'ora così così Di Maria si è convinto di dover fare qualcosa di speciale prima che le ansie tornassero a prendere il sopravvento di una Juve comunque ancora convalescente. Allora ecco l'assist bellissimo per Adrien Rabiot (dominante, sì proprio lui), poi quello ancor più bello per Dusan Vlahovic, infine dopo una serie di numeri d'alta scuola ma anche il ritorno del Maccabi arriva un corner pennellato per la testa del centrocampista francese per il 3-1 definitivo. Tre gol, tre assist. Di Di Maria.
JUVE VIRTUALE – Senza Arek Milik ma con un Di Maria in più, Allegri si è convinto a ridisegnare la squadra secondo un 4-3-3 che potesse consentirgli di esprimersi al meglio: partendo sì dalla destra, ma con la libertà necessaria per andare dove lo porta il cuore, che poi può essere esattamente dove serve per trovare le linee migliori. Così è andata con il Maccabi Haifa, così forse sarebbe dovuta andare sempre secondo i piani originari di Allegri. Perché Paul Pogba e Federico Chiesa non ci sono mai stati e per un po' non ci saranno ancora, ma con Di Maria finalmente in campo prima dell'ultimo stop forzato con il Milan (squalifica) si è cominciato a intravedere un piccolo assaggio di quello che doveva essere l'ormai famosa Juve virtuale. Intanto è evidente che con Di Maria può essere sempre una Juve diversa, con più qualità, capace di trovare il gol in qualunque momento. Ammesso che sia quello che si sveglia con il piede giusto, ovviamente sinistro: per intenderci quello di Juve-Sassuolo e poi Juve-Maccabi, non quello di Monza-Juve.