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    Atalanta, che intreccio tra i pali: dall’enigma Sportiello al futuro di Gollini e Carnesecchi

    Atalanta, che intreccio tra i pali: dall’enigma Sportiello al futuro di Gollini e Carnesecchi

    • Marina Belotti
    Da quando c’è mister Gian Piero Gasperini alla guida -e sono ormai 5 anni, un lusso in questa Serie A- l’Atalanta prediligerà anche una rosa corta, ma certo non si può dire che le manchino i portieri. Anzi, quello dell’estremo difensore è sempre stato un nodo così difficile da districare che una volta, erano le 22.00 del 31 agosto 2016, saltò la trattativa con la Fiorentina e la Dea si ritrovò ben due numeri 1- Berisha e Sportiello. Una situazione che adesso vuole cercare a tutti i costi di evitare, anche perché i pali del centro sportivo Bortolotti non sono infiniti (ora sono addirittura 3 i numeri uno) e chi li occupa non è certo l’ultimo (uomo) arrivato: il neo acquisto Juan Musso - il terzo più caro nella storia dell’Atalanta -reduce dalla Copa America con l’Argentina, Gollini, ricercato tra Italia-Inghilterra (chi vincerà questa volta?), Sportiello, conteso dai club come secondo ma con la stoffa e la volontà di vestire i guantoni dal 1’, e Rossi, l’affidabilissimo e storico terzo. Si difende bene.
     
    L’AFFARE 007- Quella di Musso è stata un’operazione tanto indispensabile quanto strategica. Dare a mister Gasp non ‘un’portiere ma proprio ‘quel’ portiere, su cui aveva messo gli occhi da tempo, chiudendo la pratica in tempi record, proprio all’inizio del mercato, è stata una mossa vincente. Per settimane l’entourage nerazzurro aveva fatto intendere di sondare più piste (Ospina, Cragno) deviando l’attenzione, per poi affondare il colpo al primo giorno utile: visite mediche a porte chiuse direttamente in Argentina, operazione lontana dai riflettori e comunicato ufficiale quando i giochi erano ormai fatti. Strategicamente ineccepibile, per Gasp e per la concorrenza. 
     
    L’ASTA INGLESE- Ma ora servono delle entrate, per aggiudicarsi Koopmeiners e compagnia, e il primo da piazzare è proprio Pierluigi Gollini, che ha i numeri per fare il titolare in una grande squadra (in media una sola rete subìta a partita e 10 clean-sheet in A la scorsa stagione) e un passato inglese che viaggia a braccetto con le offerte presenti: Tottenham, Everton, Wolverhampton. Lui che a soli 17 anni vestiva i guantoni dello United e a 19 centrava il suo primo record di clean sheet (6) con l’Aston Villa, ha un futuro scritto Oltremanica: l’Atalanta sa che può ricavarci fino a 20 milioni, gli stessi spesi per Musso, e attende l’asta britannica o l’offerta giusta. Il rapper coi guanti si è allenato anche durante le vacanze per farsi trovare in piena forma: l’obiettivo è parare da titolare e riprendersi l’azzurro per i Mondiali 2022. 
     
    LA QUESTIONE SPORTIELLO- Un’incognita invece il futuro di Sportiello, ricercato dall’Empoli che però ha già preso Vicario. E lui che l’anno prossimo entrerà negli –enta, ha parato 6 rigori e ha 7 presenze in Champions League, non vuole più scaldare la panca. Certo è che, con la partenza quasi scontata del Gollo, alla Dea un secondo lucido e di spessore come lui farebbe comodo. Titolare in una piccola o secondo all’EuroDea?’ la domanda che attanaglia il numero 57. Perderli entrambi sarebbero guai per l’Atalanta.
     
    IL FUTURO SECONDO- Chi farà il vice Musso? Da averne troppi a troppo pochi il passo è breve. E quasi dispiace che il reattivo Boris Radunovic, venticinquenne prodotto della Primavera atalantina sia stato ceduto al Cagliari, vice di Cragno, l’altra sliding door dell’Atalanta. Che non lascia andare invece il 2000 Marco Carnesecchi, così umile da voler provare altre esperienze prima di fare il grande salto ma allo stesso tempo così consapevole del suo potenziale (7 clean-sheet di media nelle ultime 4 stagioni!). Continuerà il percorso di crescita alla Cremonese, ma l’Atalanta lo aspetta: magari già tra un anno, come secondo alle spalle di Musso.

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