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Risultati della penultima giornata: il Milan ne prende tre in casa col Sassuolo, il Napoli ne fa quattro (a zero) alla Lazio, l’Atalanta vince (con qualche difficoltà) a Torino contro la Juventus, l’Inter vince facile a Venezia. Risultati dell’ultima giornata: il Napoli viene rimontato a Reggio Emilia dal Sassuolo (da 2-0 a 2-2), il Milan, l’Inter e l’Atalanta vincono  dominando contro Genoa (a Marassi), Spezia e Venezia. I risultati in contraddizione sono quelli delle prime due della classifica, Napoli e Milan, che hanno permesso a Inter e Atalanta di rosicchiare punti preziosi. Adesso è bello, proprio bello, il campionato di Serie A: quattro squadre in 5 punti e nessuna è lì per caso, tutte hanno giustificate ambizioni di vincere lo scudetto 2021-22.

UN ALTRO CAMPIONATO - Le quattro al comando hanno staccato il resto dell’Europa League, la Roma ha 6 punti meno dell’Atalanta, mentre Fiorentina, Juventus e Bologna sono a -7. Se si guarda dentro alla stagione di questo gruppetto, in cui includiamo anche la Lazio, si fatica a pensarne anche una sola in grado di agganciare il quartetto. Napoli, Milan, Inter e Atalanta giocheranno, almeno fino al termine del girone d’andata, un campionato tutto loro, dove gli ultimi due scontri diretti in programma potrebbero incidere più di quanto è accaduto finora.

EQUILIBRIO DI TESTA - Non può essere un caso se delle nove sfide fra le prime quattro bene sette volte è finita con un pareggio. E’ evidente un equilibrio di valori. Le uniche due vittorie sono del Milan a Bergamo e dell’Inter sul Napoli. Proprio la squadra di Spalletti da qui alla 19a giornata dovrà giocare due scontri diretti, il prossimo sabato sera al “Maradona” contro l’Atalanta e il 19 dicembre la partita che potrebbe risolvere i dubbi di oggi, Milan-Napoli a San Siro. L’Inter è l’unica delle quattro ad aver già completato il suo ciclo di vertice e ora dal calendario potrebbe trarre dei vantaggi.
INFORTUNI, AFRICA E COPPE - Il Napoli ha un gioco splendido, di assoluta qualità tecnica, un gioco in cui il talento individuale diventa talento collettivo. Anche il Milan è così, nonostante il dominio psicologico di Ibrahimovic, e anche la nuova Inter ha la stessa brillantezza, lo stesso gusto del gioco abbinato ai risultati. L’Atalanta appartiene a un’altra idea, quella dell’aggressività, della potenza atletica, ma sottovalutarne l’aspetto tecnico sarebbe da sciocchi: Ilicic, Muriel, Malinovskyi, la fantasia è tanta anche a Bergamo. Sulla vittoria finale peseranno gli infortuni, le coppe e la trasferta degli africani nel loro continente nel mese di gennaio e febbraio. Spalletti, che ha già perso Osimhen per un lungo periodo, rischia di non avere a disposizione nemmeno Insigne, Fabian Ruiz e Koulibaly per la partita con l’Atalanta. Pioli, che ha appena scoperto Messias, ha perso Kjaer, non ha ancora recuperato Rebic e sta spremendo Ibrahimovic. Sta meglio Inzaghi e sta bene anche Gasperini.

Poi ci sarà la Coppa d’Africa: via Koulibaly e Anguissa (sarebbe partito anche Osimhen se fosse stato in condizione), il Napoli non ha giocatori di quel livello per sostituirli per un mese intero, ma ci rimetterà molto anche il Milan senza Bennacer, Kessie e pure Ballo-Touré. In questo caso, il vantaggio di Inter e Atalanta, che in rosa non hanno africani, è evidente. Attendiamo l’ultima giornata delle coppe europee per sapere quale squadra, oltre a quella di Inzaghi, supererà il girone. L’Inter non arrivava agli ottavi da un decennio e sul prossimo turno di Champions investirà le migliori risorse. Il Milan, invece, rischia di restarne fuori e avrà solo il campionato su cui puntare: la possibilità di gestire Ibrahimovic fa immaginare a Milanello scenari incoraggianti, anche se perdere la Champions non fa mai piacere. Aspettiamo anche Napoli e Atalanta, poi potremo fare un discorso più approfondito.