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Rammarico per non aver vinto o soddisfazione per aver sfoderato una prestazione super di fronte alla prima della classe? Il leitmotiv del giorno dopo, sviolinato tra i tifosi dell'Atalanta, è questo. La sfida contro l'Udinese ha mostrato una Dea - a proposito, oggi sono 104 anni dalla fondazione: auguri! - pimpante e propositiva, vivace e solida dietro. Uno 0-0 che vale molto e che ha cancellato la prestazione opaca snocciolata a Roma poco prima della sosta per le Nazionali. Punto importante per la classifica, perché colto contro una squadra che aveva fatto tremare tutte le avversarie sin qui sfidate. L'Atalanta ha invece retto e contrattaccato, dominando anzi per ampi tratti della sfida.

Certo, la superiorità numerica ha condizionato il gioco delle zebrette, apparse comunque senza quel fuoco dentro che ci si aspettava alla vigilia. Di Natale, spauracchio per qualsiasi difesa, è stato annullato come se fosse un signor Nessuno: complimenti alla retroguardia atalantina, perfetta per novanta minuti. E l'uomo copertina della sfida di ieri è stato proprio uno che di mestiere fa il terzino: Andrea Masiello ha confermato le buone impressioni sin qui destate, recitando la parte del protagonista in entrambe le fasi del gioco. Insuperabile dietro e propositivo al massimo davanti. L'altra faccia della medaglia è la nota dolente che non vorresti mai suonare: anche contro l'Udinese Maxi Moralez non è riuscito a fare la differenza. Dopo la partenza-super contro il Genoa, il folletto argentino non ha saputo attestarsi su quei livelli, infilando nelle ultime tra uscite - lo spezzone contro il Novara e le gare da titolare con Roma e Udinese - altrettante prestazioni molli e incolori. C'è da preoccuparsi?

Rimane comunque il sorriso per una domenica vissuta alla grande, con l'unico rammarico di non aver trovato il colpo da tre punti. Ma l'Atalanta ci ha provato, soprattutto col neoentrato Tiribocchi: anche dal bomber romano arrivano indicazioni positive. Uno che all'ultimo giorno di mercato si era ritrovato con la valigia in mano, salvo poi redimersi e mettersi nuovamente a disposizione della causa nerazzurra. Il Tir, che finora aveva macinato pochissimi metri, è invece entrato col piede premuto sull'acceleratore, pronto a travolgere l'avversario con la carica di sempre. Due zampate, belle e sfortunate. O meglio: se sulla prima occasione la mira non lo ha premiato, sul colpo di testa scoccato nelle battute finali è arrivato il miracolo di San Samir da Lubiana. Ora si guarda avanti, al Parma galvanizzato dal colpaccio colto contro il Napoli, ennesimo risultato bizzarro di una serie A ricchissima di sorprese. Al 'Tardini', domenica prossima, bisognerà ripetere la prestazione di ieri: magari con un po' più di mira.