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Doveva solo vincere, poteva anche perdere, alla fine pareggia e si porta a casa un punto preziosissimo. Perché, per come si erano messe le cose, la beffa di un 3-2 bis dopo lo United era dietro l'angolo. Solo il migliore dei goleador dalla panchina, Luis Muriel, poteva cambiare le cose in 15 secondi (il tempo di calcare il sintetico, dire a Koopmeiners di spostarsi, posizionare la sfera e calciare in rete). E poi perché, in virtù della vittoria di CR7, questo punticino pesa tanto: ora sarà costretta a vincere l'Atalanta, né più né meno come a Kharkiv due anni fa. Ma se la zona Muriel, i gol post riscaldamento nel quarto d'ora finale, ​è davvero tornata, c'è un jolly in più per Gasperini per strapazzare il Villarreal in casa all'Immacolata.

EFFETTO MU- Nonostante il pari in extremis di Lucho Muriel e la parata miracolosa di Musso su Ngamaleu e Lauper, molti tifosi dell'Atalanta hanno lasciato Berna con l'amaro in bocca. Il motivo è presto detto: per ben 29' l'Eurodea non solo vinceva contro il muro giallonero, ma è andata a tanto così da un 1-3 che avrebbe di certo chiuso la gara affondando gli animi degli orsi di casa. Due gol sbagliati da Zapata davanti alla porta, un missile di Pezzella che per poco non manda giù la Curva Nord nerazzurra. Ma la verità è che, nel giro di 4', l'Atalanta è stata gonfiata di botte da gol. Poi l'intuizione di mister Gasperini su quella punizione, già sui piedi di Koopmeiners: "Ti senti di calciarla te se ti faccio entrare?", gli chiede. E Muriel gli risponde sì con un gol a giro al primo pallone toccato. La prova del 9 verso il rinnovo del contratto, dal 2023 ad almeno il 2025,  l'ha superata, anche perché le pretendenti ci sono: Milan, Inter, Siviglia, tutte pazze dei gol del trentenne colombiano. Che, zitto zitto, è tornato a danzare sopra le critiche per quei gol che sembravano non arrivare più: in 363' ha realizzato 3 reti e 2 assist, a dimostrazione che la sua specialità della casa, il rapporto tra minuti giocati e gol o assist realizzati, è ancora questa: ogni 73', la zampata di Muriel arriva puntuale. E lo scorso anno, dalla tredicesima giornata in poi, Lucho ha segnato la bellezza di 18 gol nella sola Serie A...
E CHE PEZZELLA- Sarà il sintetico, sarà la fame di mettersi in mostra in un poker d'esterni che non gli lascia spazio (Hateboer, Gosens, Maehle, Zappacosta), ma ieri sera Giuseppe Pezzella ha disatteso tutte le aspettative. Quelle di chi al 43' del primo tempo si metteva le mani nei capelli per il ko alla caviglia destra di Zappacosta, che fa ripiombare l'Atalanta nell'incubo-infortuni, pensando a una ripresa con il Pezzella di questo primo inizio di stagione. E invece il 23enne sorprende, e per poco non segna pure con un missile di sinistro, scatenando il giallo per Hefti. Gosens intanto accelera in vista della Juve, ma se Pezzella ha scelto il campo di Berna per invertire la tendenza, il'infortunio dell'ala azzurra potrebbe essere meno grave del previsto.

MALE SIEBERT- Infine, un appunto sull'arbitraggio: il fatto che i tocchi in area siano a discrezione dei direttori di gara, non è un alibi per tenere spenta la Var. Perché Lauper non ha nemmeno sfiorato la sfera, ha preso in pieno Pasalic, atterrandolo a pochi passi dal gol. Questo era rigore, come poteva esserlo anche la botta di ginocchio di Elia su Pezzella. Arbitro rimandato, pass per gli ottavi pure:ma Muriel intanto può affinare la sua specialità sabato con la Juve.