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Non era il concerto di Calcutta al Summer Festival, né una marcia per i diritti civili, e nemmeno un’amichevole di lusso contro il Getafe. Era il saluto della squadra, quello tradizionale, dove i giocatori nemmeno spiccicano parola, un appuntamento quasi obbligato e sullo sfondo, che intrattiene più che altro i pochi bergamaschi annoiati da una vacanza al mare rimandata. E invece no, non quest’anno, non nell’anno della Champions. L’abbraccio dei tifosi doveva limitarsi alla sola Curva Sud e invece, piano piano, ecco che la massa nerazzurra si fa strada nel settore ospiti, nei distinti, finché gli stuart non sono costretti ad aprire i cancelli della tribuna Ubi. In un’ora una città vuota e accaldata ai limiti dello svenimento si trasforma in una bolgia di ottomila bandiere nere e blu che fanno tremare Gewiss Stadium e Valli orobiche con un solo boato trisillabico: “The Champions”.
 
PARLARE A RAF…INHA - Gli ottomila- comunemente le 14 montagne della Terra che superano gli 8.000 metri di altitudine sul livello del mare- sono per l’Atalanta il 12°,13°e 14° uomo. “Nessun’altra squadra ha questa cornice di tifo, con questo entusiasmo e spirito d’appartenenza”: parole, quasi all’unisono, pronunciate da Gasperini e Percassi. Parole che, insieme a un urlo che sembrava impossibile poter sentire nella curva bergamasca, hanno raggiunto le orecchie di un certo Rafael Alcântara do Nascimento, meglio noto come Rafinha. Il figlio di Mazinho, campione del mondo in verdeoro a Usa ’94, ha già vestito in nerazzurro con l’Inter nei primi cinque mesi del 2018, collezionando 17 presenza da trequartista e mettendo a segno 2 gol e 3 assist. Ma nell’ultimo giro in Barça tutti i posti sono risultati prenotati e Rafinha non ha trovato lo spazio che voleva. Il mancino con doppio passaporto brasiliano e spagnoloora ambisce a giocare la Champions da protagonista e l’Atalanta potrebbe fare al caso suo.
 
RICAMBIO DI ILICIC - Prima di tutto perché il valente blaugrana, nato a São Paulo il 12 febbraio 1993, è un trequartista che può giocare anche all’ala e vestire i panni di attaccante aggiunto. Proprio la pedina perfetta con le caratteristiche richiesta a gran voce da Gian Piero Gasperini per rispondere al suo appello ‘Altro Attaccante Adattabile cercasi (disperatamente)’: una punta tecnica e veloce interscambiabile con Ilicic col pari e dispari. A Bergamo troverebbe la piazza più calda d’Italia, un presidente-tifoso- investitore come pochi, uno stadio di proprietà che prende forma in un muro nerazzurro, un mister sotto il quale crescerebbe ulteriormente e un futuro da scrivere senza pressioni. Vale la pena pensare al Valencia?
 
MAGLIE SUDATE OLTREMANICA - La squadra spagnola, già sconfitta dall’Atalanta l’11 agosto del 2017, è l’unica vera duellante pericolosa nella corsa a Rafinha. La Viola senza Champions si autoesclude, ma il cuore del giocatore sembra battere per Marcelino e la Liga. Vedremo, Percassi potrebbe chiudere col botto un mercato estivo fatto di riconferme e rinnovi, Zapata in ultimis. Altrimenti, la Dea si dovrà ‘accontentare’ di Matteo Politano, altro nome legato agli altri nerazzurri, o dell’esterno Pellegrini dalla Juve. E per il dopo Mancini? Ancora nulla di concreto, ma proprio dalla Spagna potrebbe arrivare in prestito il salvatore della difesa nerazzurra, Jesus Vallejo, pupillo del Real Madrid classe 1997. Un asso nella manica per il mister, che intanto testerà oltremanica i 24 convocati contro Swansea (domani), Norwich (martedì) e Leicester (venerdì). Una settimana da Regina d’Inghilterra per respirare l’area europea (in realtà addirittura extra europea) e testare i nuovi esperimenti del Maestro Gasperini a pochi chilometri da quel London Eye che scruta l’Emirates Stadium e scorge lo Stamford Bridge.