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Si riaprono i battenti. E l'Atalanta lo ha fatto con stile ed eleganza. Stamattina in quel del Comunale di Bergamo (ancora in via di ristrutturazione) i bergamaschi hanno potuto salutare i propri beniamini prima della partenza per la Valle Seriana. A contraccambiare il saluto un mega gruppone nerazzurro, all'incirca una cinquantina di persone tra calciatori, staff tecnico e dirigenza.

Una squadra insomma su cui lavorare, sia in entrata che inevitabilmente in uscita, anche se la settimana appena conclusasi, ha registrato importanti colpi. In out way. L'addio di Baselli e Zappacosta chiaramente non può passare inosservato: sul centrocampista, se si volesse essere obiettivi, saluto indolore, dal momento che è un giocatore giovane forse alle volte sopravvalutato nella passata stagione (si ricordino le allusioni alquanto esagerate che lo accostavano al Milan...) e che a Torino avrà tutto da dimostrare perché è lampante che sia un giocatore a cui dare continuità per poter completare la propria crescita fisica e tecnica. In merito al secondo, piange il cuore averlo perso. E forse, a piangere tra qualche tempo, potrebbero essere le casse atalantine: un calciatore del suo calibro, duttile, capace di destreggiarsi al meglio sia come terzino basso che alto, uno dei migliori del torneo dell'anno calcistico conclusosi a maggio, venduto per una cifra attorno ai 5 milioni di euro ha il sapore di 'tiriamoci la zappa sui piedi'. Probabilmente, anzi senza molte supposizioni, poteva essere ceduto a una cifra più alta e ragionevole ma, non essendo un'economista e dirigente atalantina della situazione, mi limito a esporre questo pensiero personale. E qui mi fermo.
Stupisce invece il rinnovo per un anno concesso a Giampaolo Bellini. Riconferma che, più che per credibilità nelle capacità calcistiche del giocatore (e non me ne voglia male il capitano), sembra abbia le sembianze di un accordo volto a mantenere buoni i rapporti col medesimo e non parliamo di un individuo a caso, ma di una bandiera, che solo la casacca atalantina ha indossato, merce rara nel calcio di oggi ed è anche per questo che la società nerazzurra ha pensato bene di tenerlo in considerazione, oltre al fatto che è un uomo spogliatoio che, un domani, potrebbe essere coinvolto in progetti societari di un certo valore. Oltre a queste motivazioni credo che altre non ce ne siano e suppongo sia alquanto ovvio che il team percassiano sia ancora attivo sul mercato per cercare di trovare pezzi forti per la retroguardia. Perdere un giocatore come Biava e intrattenere uno come Bellini, non sarebbe proprio un buon affare....Ben arrivato, invece, a Marten de Roon, che giunge a Bergamo per rinforzare il centrocampo.

Insomma, per dirla alla Fabri Fibra, 'pronti, partenza, via': destinazione Rovetta, sede del ritiro atalantino. Si riparte. Finalmente.