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Più che il gol a 1’ dal fischio d’inizio, un classico ormai dopo quello rifilatoci dal Napoli e realizzato contro Musso e Strakosha nel giro di due settimane, a sorprendere davvero e a far capire quanto questa Dea sia pronta per altri palcoscenici è la sua grande prova di sofferenza. Per 90’ (prima del ‘gol’ del 92’) le retrovie, sotto la lente d’ingrandimento dopo le ultime prove, hanno tenuto botta, e le hanno anche date. Così l’Atalanta si ritrova a vincere 1-0 come le grandi, come la Juve che se non domina la porta a casa ugualmente. Già, la Juve, il prossimo impegno in casa nerazzurra.

CR-ASSENTE- Da CR7, che i bergamaschi sperano di veder giocare dal vivo fin dal 10 luglio scorso, a CR-Assente il passo è breve, ma se il piede cade in fallo può costare caro. Dire che l’Atalanta potrebbe battere questa Juve è comunque spararla grossa, ma non sarà facile per la banda di Allegri, nemmeno se sotto le feste si è tutti più buoni. A Bergamo ci si allenerà l’antivigilia, la vigilia e il perfino il giorno di Natale, rinunciando a manicaretti in famiglia non certo per regalare punti ai meno bisognosi. Quindi che tra Roma, Atalanta e Samp in casa prima del riposo, Ronaldo stia fuori proprio all’Atleti Azzurri forse non è una grande idea. Lo sarebbe per noi, ha ragione Gasperini, un problema in meno lì davanti, ma la difesa nerazzurra andrebbe comunque ridisegnata: Masiello non è in forma, entra 5’ e prende gol, Toloi e Palomino luci e ombre. A sorprendere ancora una volta i riflessi dei più ‘panchinari’ Mancini e Djimsiti: mister, l’abito non fa il monaco, anche gli abbonati alla pettorina possono dirsi titolari.
ROBIN GOOD- Chi ruba ai ricchi (la quinta forza Lazio) per donare ai più poveri (la Dea che ora le sta alle calcagna) è Robin Good Gosens, che ieri sera ha giocato una delle sue migliori prestazioni. Ha superato perfino Hateboer, sull’altra fascia, in velocità, ha servito passaggi sotto porta su un piatto d’argento, peccato che in tavola si sia presentato solo Zapata. Del resto erano ancora le 20.31, poi la Dea ha smaltito la cena correndo e soffrendo. Lui stesso sfiora a più riprese il gol, ma non si può dire lo stesso di Ilicic, finito presto in rosso per quel rosso pagato davvero caro. Da circoletto rosso invece le parate di un insolito Berisha, determinato a far bella figura con gli ex compagni. Che a fine partita si congratuleranno per quell’intervento su Immobile e Milinkovic-Savic. Bene così, se ha trovato lui la combinazione della cassaforte, non c’è più bisogno del valzer delle candele. Rischieremmo di bruciarci.

DI RADU IN RADU- Ma prima di Santo Stefano e dopo Santo Stefan (che ha aiutato non poco sul gol di Zapata), sabato c’è un altro Radu, Ionut, che speriamo porti ancora bene e permetta ai nerazzurri di firmare e controfirmare almeno due reti in porta. Non solo per i cardiopatici che seguono la Dea al Marassi, ma per chiudere la pratica di fronte ad avversari meno combattivi dei biancocelesti e per buona pace di Gasperini, che non dovrà ricorrere a cambi da brividi come quell’Ilicic-Pasalic. Mentre Djimsiti e Mancini dentro dal 1’ per mantenere la rete inviolata: perché ci ha salvato il legno di Fofana e il Var millimetrico, altrimenti…Ma intanto dalle 12 di oggi saranno in vendita i biglietti per il Santo Stefano bianconero che prevedono il tutto esaurito nel giro di pochissimo. A Bergamo ormai si è abituati così, nei primi 58’’ si decide tutto, come quel quinto gol consecutivo di Zapata che dischiude scenari a cinque stelle.