Al netto del triplice fischio, l’Atalanta ha perso e l’Empoli ha vinto. Non tanto per il punticino che cambierà poco gli equilibri di classifica in zona salvezza, ma per la furbizia con cui ha condotto la gara: l’Atalanta ha speso tanto, correndo e creando, infrangendo l’ennesimo record con 47 missili in area, di cui 18 in porta. L’Empoli ci ha provato solo tre volte, è riuscito a conservare lo stesso tabellino e ha pure risparmiato l’acqua della doccia. La Dea invece ha dato tutto, forse troppo, sprecando forze preziose all’indomani delle tre gare più importanti del campionato.

COPIA DI COPENAGHEN - Altro che turnover, la Dea in casa contro una delle ultime in classifica è la più bella che c’è. E che gioco ragazzi. Tutta l’Italia sportiva incollata alla Tv per il monday night si sarà goduta lo spettacolo offerto da Gasperini. I virtuosismi di Ilicic, le volate dei motorini esterni, le palle gol di Gomez e Zapata. E nessuna sfera nel sacco: la porta stregata e la Dea bendata rendono quello 0-0 una ferita che non si rimargina. Un solo punto (di sutura) non basta a recare sollievo e sollevare una squadra che puntava al quarto posto. Cos’è mancato allora per la zona Champions? Il gol, (un) punto e basta. Come quella partita infernale contro il Copenaghen del 30 agosto scorso: una squadra più ‘piccola’ che si chiude, fa giocare l’avversaria fino allo sfinimento e mantiene intatto il tabellino. L’Atalanta non fa mai ‘0-0’, o vince con una goleada o perde male. Tutto o niente. Ieri invece ha dato tutto, ma si è trovata con un niente. CALENDARIO NON TI TEMO - Un’altra gara infernale quindi, ma questa volta a spegnere le fiammate nerazzurre c’era un Dragowski che si è auto-eletto ‘miglior portiere dell’anno’. Diciamolo chiaramente: avesse sbagliato anche solo una delle diciotto parate tra tacchetti e guantoni, l’Atalanta sarebbe passata. “Ma questo è anche il bello del calcio”, ha detto alla fine il Gasp, “l’importante è aver fatto vedere che noi siamo in forma, stiamo bene, siamo pronti a giocarci tutto!”. Per questo le milanesi e le romane hanno poco da festeggiare: al contrario dell’Empoli, sono squadre che lasciano campo aperto alla Dea, che può così punirle sonoramente e recuperare i punti persi. Difficile ricapiti un altro lunedì nero, e il Milan potrebbe essere prossimo avversario nella finale di Coppa Italia. In quel caso, l’unico elemento infernale sarebbe quel Diavolo che sfida la Dea nel suo… Olimpico.

MATCH OF THE MATCH - Napoli-Fiorentina-Udinese: questo è il trittico decisivo dei prossimi 14 giorni. Al centro, la partita delle partite, la più importante della stagione dopo quella dello scorso 30 agosto. Ma anche lì, due giorni prima dell’accesso negato all’Europa League, un’Atalanta in riserva diede tre lezioni alla Roma. Contro il Napoli, nel dì di Pasquetta, la Dea proverà a risorgere dalle ceneri per tenersi aperta la via per l’EL che difenderà con le unghie e i denti anche con la Fiorentina. Meglio guadagnarsi un posto tramite la Coppa o il Campionato? Bergamo non risponde e tiene aperte entrambe le piste, nere e ‘per esperti’. Ma è proprio quando la salita (e la discesa) si fa ardua, che la Dea dà il meglio di sé. Dopo tutti gli sforzi fatti e i risultati raggiunti con un budget che non è quello di, guarda caso, Milan e Roma, è vietato finire fuoripista. Gli undici ‘Alberto Tomba’ si giocheranno tutto. Fino all’ultimo respiro