Come in un film. Meglio che in un film. Chissà, magari qualche giorno un regista deciderà di imprimere su pellicola quello che oggi il calcio ha deciso di scrivere. 114 anni di storia l'Atletico Tucuman, ma solo ora il giorno che entra di diritto nell'antologia pallonara. Gara di ritorno con il Nacional in Copa Libertadores, la Champions sudamericana: la leggenda inizia all'aeroporto di Guayaquil, sede scelta per allenarsi in vista dell'impegno di Quito, a 2.850 metri. Ed ecco i primi problemi: aereo in pista ma che non può partire. Il motivo? La torre di controllo nega il decollo perchè l'Aviazione Civile dell'Ecuador ha cancellato il volo privato della squadra argentina, ritenuto "non corrispondente alle norme vigenti.

E ora? Ora si rischia di perdere a tavolino. Sì, perché se in Libertadores ti presenti con 40' di ritardo, vince chi al campo c'è già. Il Nacional aspetta, l'Atletico Tucuman, come in un film, deve vincere la gara contro il tempo per poter battere poi sul campo gli ecuadoregno. Gli argentini non demordono, prendono un volo di linea che atterra a Quito 13' prima del fischio d'inizio. Nel frattempo, le tv locali iniziano il loro countdown fino all'orario in cui il Nacional avrà vinto a tavolino sul Decano, soprannome dell'Atletico Tucuman. 
L'aereo atterra e un bus turistico accogliere i ragazzi di Pablo Lavallén che, sfrecciando a tutta velocità, li porta allo stadio. Bene, meta raggiunta. Tutto finito? No! Mancano magliette, pantaloncini e scarpini, ordinatamente posizionate sull'aereo rimasto, però, a Guayaquil. Tutto si ferma sul più bello? No. Un dirigente del Tucuman chiama i colleghi dell'Argentina che sta giocando il Sub20 proprio a Quito: materiale pronto. Maglie biancazzurre, nomi dei giovani argentini sulle spalle e ai piedi le loro scarpe. C'è l'ok dell'arbitro

Il resto è ordinaria amministrazione, perché dopo un viaggio cosi, cosa vuoi fare? Perdere? No. Ecco il lieto fine: 1-0 dell'Atletico Tucuman con gol di Fernando 'el Chajarì' Zampedri, uno che non è mai uscito dall'Argentina, che ha vestito le maglie di Sporting Belgrano, Guillermo Brown, Juventud Unida, Boca Unidos e Atletica Rafaela. E che a 28 anni ha deciso di mettere la sua firma su una notte leggendaria.