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È l’ultimo Mondiale di Leo Messi e Cristiano Ronaldo, il Portogallo s’è qualificato agli ottavi in 2 sole partite, l’Argentina ce l’ha fatta alla terza, con merito pieno. CR7 ha segnato un rigore al debutto e ha astutamente festeggiato un gol non suo nella seconda partita, sperando che la Fifa aggiornasse i suoi record. Ha il posto fisso per carisma e leggenda, ma non incide. Leo Messi ha esordito contro l’Arabia Saudita, segnando anche lui un rigore, ha fatto un gran gol contro il Messico, dopo un’ora trascorsa camminando ai bordi dell’area di rigore avversaria e si è fatto infine parare da Szczesny il rigore-regalo inventato dall’arbitro olandese Makkelie, che pare debba contendere all’italiano Orsato la finale del 18 dicembre (siamo a posto, insomma). Poi, contro la modestissima e rinunciataria Polonia ha cercato il riscatto personale, nervosissimo, peccando di egoismo e non entrando in nessuno dei momenti veramente importanti della sfida.

Il Portogallo è forte, l’Argentina probabilmente di più. Entrambe si specchiano nei loro simboli, nei campioni che li illuminano e rappresentano da 15 anni. Ma oggi il Portogallo è molto più Bruno Fernandes e Rafa Leao che Ronaldo. Il gioiello del Milan, mai titolare finora, quando entra cambia il ritmo della squadra e della sfida, ha segnato un gol al Ghana e sgasato più volte contro l’Uruguay. Esattamente come nell’Argentina ha fatto Enzo Fernandez, il centrocampista che in questi mesi ha stregato l’Europa col Benfica e alla terza partita è diventato titolare, facile prevedere che non uscirà mai più. Enzo Fernandez più Julian Alvarez, la stellina del City, quello che di fatto ha tolto il posto in squadra al Martinez dell’Inter e alla prima occasione ha segnato un gol da manicomio, innescato proprio dall’amico Enzo.
La Francia ha risparmiato i campioni e ha perso contro la Tunisia. Distanze ed equilibri, in un Mondiale sono più sottili che altrove, basta poco per cambiare le gerarchie. Il Brasile senza Neymar non è la stessa cosa del Brasile con Neymay. Anche la Francia, che resta la nostra favorita, deve fare attenzione, perché l’elenco degli assenti e a casa è già lungo. CR7 e Messi non sono più i campioni che sono stati, chi lo nega è un adulatore o un accarezzatore di leggende. Segneranno ancora, perché sanno farlo per natura e lo faranno fino all’ultimo giorno, ma oggi Portogallo e Argentina sono più forti di loro.
@GianniVisnadi