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    Avvio terrificante, nessuna reazione e Real Sociedad sottovalutata: 3 allarmi per Inzaghi e un punto che vale oro

    Avvio terrificante, nessuna reazione e Real Sociedad sottovalutata: 3 allarmi per Inzaghi e un punto che vale oro

    • Alberto Polverosi
    L’ha salvata Lautaro Martinez, il capitano. E anche Sommer ha dato una bella mano a una squadra trasformata, anzi, trasfigurata, rispetto al derby di sabato scorso. L’Inter ha pareggiato a San Sebastian dopo aver sofferto per 80 minuti la furia atletica, ma anche il bel gioco, della Real Sociedad.

    SOLO REAL - L’avvio è stato terrificante
    . Un’occasione, un palo, un gol, tutto in 5 minuti, i primi di una partita che l’Inter, chissà perché, si aspettava di un’altra natura. Eppure la Real Sociedad in Spagna è famosa per il suo calcio aggressivo e per la ferocia del suo pressing. I vice campioni d’Europa hanno pensato invece che non fosse così truce la faccia dei baschi e hanno sbandato subito, fin dal calcio d’inizio, insistendo come fanno di solito con la costruzione da basso. E gli spagnoli, che conoscevano bene la manovra dei loro avversari, li hanno pizzicati proprio lì. Meno di 3 minuti: aggressione immediata, cross di Barrenetxea, colpo di testa di Mendez, parata di Sommer. Poco più di 3 minuti: uscita sbagliata di Dumfries, l’indemoniato Barrenetxea si è messo in proprio, palo. Poco più di 4 minuti: errore di postura di Bastoni che al limite della sua area ha perso equilibrio e palla sulla pressione immediata di Oyarzabal e Mendez che ha trafitto Sommer.

    INTER FUORI PARTITA - 
    Ma il problema più serio, per Inzaghi, è arrivato quando la Real Sociedad ha rallentato un po’, abbassando il ritmo. Era lecito aspettarsi la reazione, anzi, l’inizio della gara dell’Inter che invece in 80' non è riuscita a creare una sola azione pericolosa. Asllani, ammonito dopo meno di un quarto d’ora, non è mai entrato sulla scena, Barella è stato perfino anticipato un paio di volte, Mkhitaryan non si è mai proposto e il risultato finale era che lassù, a Lautaro e Arnautovic, non è arrivato un solo pallone decente. Nel primo tempo, zero parate di Remiro. Dei cinque cambi di Inzaghi, colpiva quello in attacco. Non era facile rinunciare a Thuram dopo quanto si era visto nel derby e in effetti quando è entrato il figlio di Lilian, grazie anche al calo dei baschi, la musica in attacco è cambiata. Ma Simone ha scelto Arnautovic per il debutto in Champions e, a proposito di debutti, è arrivato anche quello assoluto di Pavard: l’esperienza europea dell’ex Bayern avrebbe fatto comodo alla difesa interista, ha pensato l’allenatore. In realtà, Pavard ha tremato, insieme a Dumfries, quando era puntato da Barrenetxea. Nella rotazione decisa dal tecnico è mancato l’inserimento di Frattesi: le due mezze ali schierate in Champions e confermate dopo il derby, Mkhitaryan e Barella, hanno deluso.

    LA FORZA DEI BASCHI - Mezza squadra nuova per l’Inter, la stessa identica formazione del Bernabeu (sconfitta in rimonta) per la Real Sociedad. Eppure sul piano atletico non c’è stata partita, troppo più forte, più pronta, più decisa la Real. Che nel finale del primo tempo ha avuto altre due belle occasioni per segnare il secondo gol, prima con un colpo di testa di Le Normand (bravo il giovane Kubo a mettergli la palla sulla fronte), poi con lo stesso Kubo e la deviazione in angolo di Sommer. Messo sotto esame per il confronto con Onana, il portiere svizzero è stato decisivo anche in apertura di ripresa con un prodigio su colpo di testa da due passi di Oyarzabal. Oliver ha espulso Barella per un fallo su Mendez ma per loro fortuna (dell’arbitro inglese e del giocatore) il collega Attwel al var ha cancellato l’errore. Una ventina di minuti più tardi, Mendez ha scheggiato la traversa con un colpo di testa.

    FINALMENTE INTER - Due sostituzioni di Inzaghi hanno cambiato il corso della gara, proprio mentre la Real Sociedad stava esaurendo le energie. Thuram ha preso a spallate la difesa basca e Frattesi ha spinto forte sull’acceleratore. Proprio Frattesi ha avuto il merito di rovesciare in area la palla che alla fine è arrivata al momento giusto e soprattutto al piede giusto, quello di Lautaro Martinez. Era il primo tiro nerazzurro nello specchio della porta, era pure il gol numero 200 segnato dall'Inter in Champions League. Ma era soprattutto la rete che valeva il pareggio e un punto, in quelle condizioni, è un grande punto.

    Empoli - Inter (12:30 24/09)

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