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    Barella vale oro, da solo cambia il centrocampo dell’Inter

    Barella vale oro, da solo cambia il centrocampo dell’Inter

    • Pasquale Guarro
    L’ha voluto, l’ha cercato, l’ha trovato. Nicolò Barella si è finalmente sbloccato e ha scelto una serata per niente banale per tornare al gol, il suo primo in questo campionato, che lo ha visto partire con qualche difficoltà in più rispetto alla stagione passata. Due vittorie negli ultimi 17 incontri disputati a Napoli, non c’è dubbio: il Maradona è storicamente avverso all’Inter e se accanto a questo dato ci metti che ieri sera il rischio, enorme, era quello di lasciare alla Juventus il primato in classifica, capisci quanto quel raddoppio firmato Barella sia stato importante per moltissimi motivi. Uno slalom gigante tra Ostigard e Natan prima di battere Meret con il mancino. Ma il suo zampino c’era stato già a fine primo tempo, quando ha delicatamente apparecchiato al limite dell’area per il collo piede di Calhanoglu, valso l’1-0. Insomma, nei tre punti di Napoli c’è tanto, tanto Barella e questa è una della più belle notizie che Inzaghi si porta dietro a Milano. 

    La verità è che c’è moltissima differenza tra un’Inter che può contare su Barella in piena fiducia e un’Inter che deve accontentarsi di averlo a mezzo servizio o comunque scarico. Perché da solo l’ex Cagliari può cambiare la faccia dell’intero centrocampo nerazzurro, trasformando l’Inter da piatta a dinamica. Le sue corse, gli inserimenti, la qualità nel palleggio: il miglior Barella ha pochi rivali in Serie A e dopo qualche settimana di attesa, l’Inter ha finalmente potuto riabbracciarlo a Napoli. E dire che l’inizio della partita non era neanche stato tra i più promettenti, con Elmas che riusciva a togliergli riferimenti. Poi la reazione e la costante crescita di rendimento minuto dopo minuto, fino ad avviare anche il terzo gol nerazzurro con quella sventagliata che pesca libero Cuadrado sulla fascia destra. 

    E chissà se lui, appassionato di vini, domani rispetterà la tradizione stappando una buona bottiglia da intenditore. Lo fa sempre per festeggiare un traguardo raggiunto e sicuramente segnare il primo gol in campionato è un qualcosa che Barella stava desiderando da un po’. Un peso in medo da portarsi sulle spalle, al di la di ogni moralismo o discorso che privilegia la squadra al singolo. Perché è vero, in ogni sport di squadra il noi deve prevalere sull’io, ma per natura i calciatori si caricano anche con le statistiche personali e alla voce gol, Barella leggerà finalmente quota 1 (per adesso). Una soddisfazione che al Maradona, visti i precedenti, non era per niente scontata. Nell’Inter che sprinta a Napoli c’è la partecipazione attiva di Nicolò Barella, un recupero che per l’Inter vale probabilmente più dell’oro. 

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