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Ancora una volta si deciderà tutto all'ultimo respiro. Il Bari ha soltanto 48 ore per ottemperare al pagamento degli ingaggi ai giocatori relativi alla seconda trimestralità del 2011. Una spesa che si aggirerà sugli otto milioni di euro. Se l'obbligo non sarà assolto entro venerdì scatterà una penalizzazione di due punti in caso di mancato pagamento degli ingaggi, cui si potrebbe aggiungere un ulteriore punto se non fossero versare alla Lega le ritenute Irpef ed i contributi Enpals. Il club biancorosso si ritrovò già lo scorso maggio nelle medesime condizioni: all'epoca la questione fu risolta con l'intervento personale del presidente Matarrese unito all'apporto di alcuni giocatori che accettarono una spalmatura degli emolumenti.

Rispetto a tre mesi fa, la situazione è meno drammatica. Nel frattempo, infatti, il club biancorosso ha incassato il 'paracadute' garantito alle neo retrocesse (circa sette milioni), mentre le cessioni dei giocatori hanno fruttato quasi 14 milioni che, però, saranno incamerati in tre annualità. La società, però, è in condizioni di prestare maggiori garanzie rispetto allo scorso maggio. In queste ore, l'amministratore unico Garzelli sta trattando con le banche per ottenere una copertura di buona parte della cifra da sborsare. Il pericolo, infatti, è che il Bari, per assolvere il debito nei tempi previsti, svuoti del tutto le casse societarie. Occorrerebbe, pertanto, un prestito a condizioni non eccessivamente oppressive.

Tuttavia, pare che dai colloqui di Garzelli emergano notizie contrastanti. La Banca Apulia (inserita ne gruppo Veneto Banca), che già soccorse il Bari tre mesi fa, non avrebbe, infatti, accettato le proposte del massimo dirigente biancorosso. Che, a questo punto, sta insistendo con la Banca Popolare di Bari, sponsor ufficiale del club. Fino a ieri sera, però, non è giunta l'attesa fumata bianca. L'impressione è che si troverà il modo di risolvere la vicenda. Il problema è a quale prezzo. Perché il rischio che il Bari non possa proseguire il torneo con la necessaria serenità finanziaria o corroborare le proprie ambizioni investendo nel mercato di gennaio è concreto.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)