E’ cominciato il tiro al Gattuso. E’ ricominciato il tiro al DonnarummaIl brutto derby del Milan, brutto non quanto a impegno dei giocatori, ma piuttosto quanto a prestazione tecnica e a mentalità, lascia i tifosi rossoneri delusi, arrabbiati, inferociti, stanchi. Stanchi di un Milan che, da sette anni, non riesce a decollare, un Milan che vive perennemente nel limbo, mai completamente all’inferno, ma senza riuscire a vedere un angolo di Paradiso. Come una condanna dantesca.

Veniamo però al punto. Gattuso da cacciare perché inadeguato, non è esperto, perché ha messo in campo una formazione timida e quasi rassegnata a subire il gioco di un Inter, che del bel gioco recentemente non aveva fatto il suo chiaro biglietto da visita, subendo ad Eindhoven, a Ferrara, pur vittoriosa. Questa l’opinione generale dopo la sconfitta del derby. Non credo che l’allenatore rossonero abbia dato ordine alla squadra di giocare bassa, lenta, timida e paurosa,squadra che non ha mai dato l’impressione di cercare di prendere in mano la partita. E allora? Sono emerse  piuttosto le differenze di personalità, di qualità tecnica, di attenzione e di ferocia tra i protagonisti in campo, doti che non ti può trasmettere nessun allenatore, anche se migliorabili. Oggi viene però  il dubbio che il gioco di Gattuso, basato molto sul palleggio iniziale, non possa essere compiutamente realizzato dalle caratteristiche dei suoi Ragazzi.
Qualcosa si deve cambiare anche se, razionalmente, non credo che uno schema con due punte possa essere la panacea di ogni male. Le  statistiche parlano infatti  di un Milan che realizza  quasi due gol per partita. Cambiare allenatore oggi non ha senso, anche perché Conte, il solito nome, non sembra libero subito, ma soprattutto, se ai giocatori entra nella testa che i dirigenti vogliano mollare l’allenatore, la stagione è buttata,come succede in questi casi. E’ indubbio però che abbiano lasciato pesanti dubbi le scelte finali, come quella di Cutrone nel 4-3-3, troppo largo a sinistra, l’inserimento di Bakayoko, oggi ancora un elemento estraneo, invece di Laxalt, e il cambio di Calabria, con Romagnoli migliore in campo, con Abate.

Quanto a Donnarumma, ormai la sua carriera nel Milan sembra segnata. A ogni sbaglio si alzano mille critiche, livide e cattive. Se si entra nel vortice di cambiare a ogni errore di Gigio e eventualmente di Reina, si finisce come ai tempi di Pazzagli e Galli. Certo che il portiere rossonero, soprattutto nelle uscite, abbia perso quella sicurezza, quella reattività dei suoi precedenti tempi rossoneri. Non lo penso da ora, perché ora è facile dirlo. Per me è stato un grave errore allontanare Alfredo Magni, il suo maestro, il suo confessore, il suo secondo padre. E’ stato considerato il colpevole di una sua mancata ulteriore crescita.  Non mi sembra che la valutazione sia stata azzeccata.