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    Battuta all’andata e al ritorno: Milan meglio della Juve anche sul campo

    Battuta all’andata e al ritorno: Milan meglio della Juve anche sul campo

    • Gianni Visnadi
      Gianni Visnadi
    La stagione del Milan non è da 8 come pensa Maldini, la qualificazione Champions è oggi un traguardo raggiunto solo per la punizione altrui e da campioni in carica i rossoneri non hanno veramente mai corso per rivincere il titolo, però nella sfida diretta si sono un’altra volta dimostrati migliori della Juventus, colpita e affondata alla prima vera occasione, quasi al tramonto del primo tempo. Un pallone poco più che innocuo calciato in area da Calabria e trasformato in gol dall’acrobazia in volo del vecchio Giroud, al 12esimo gol del suo campionato, 17esimo della stagione. Di Gatti, nell’occasione resta il ricordo forte della figura da pollo.

    Della Juventus che dire? Ha perso 2 volte col Napoli e 2 volte col Milan; ha perso con l’Inter l’unica sfida che contava davvero, quella che valeva più di mezza Coppa Italia; ha perso 5 partite su 6 nel girone di Champions, ha perso l’unica sfida di Europa League che valesse qualcosa: serve altro per parlare di fallimento anche sul campo? È vero che senza penalizzazione la Juventus sarebbe alla pari dell’Inter e davanti a Milan, ma vuoi mettere la finale di Champions o anche solo la semifinale? La verità è che speculando calcio come fa Allegri, spesso porti a casa pagnotta e risultato contro chi è più palesemente più debole di te, ma appena l’asticella si alza, difendere e ripartire non basta più. Soprattutto quando difendi male come sul gol di Giroud e riparti troppo lentamente come qui più volte Cuadrado e Locatelli. Chiesa ha la solita voglia di spaccare tutto, dopo il reset dell’estate, a settembre tornerà il campione che conosciamo.

    Allegri non vuole sentirselo dire, ma il 28 novembre quando tutto è cominciato (dimissioni del cda) la Juventus era già retrocessa in Europa League vincendo l’unica partita di Champions contro una squadra che aveva digiunato per motivi religiosi e aveva già 10 punti in meno del Napoli (oggi sul campo sarebbero 17, in classifica ovviamente sono 10 di più). Oggi è settima (posizione che vale la Conference) e fa ancora in tempo a chiudere quinta o sesta (Europa League) ma ormai è chiaro a tutti che l’anno prossimo non giocherà in Europa, così come è chiaro che il club accetterà le sanzioni federali (Francesco Calvo l’ha detto in tv prima del Milan), sperando che il resto non produca altri danni, magari anche sulla stagione ventura.

    Allegri s’affida a Kean e libera Di Maria, teoricamente alto a sinistra, ma in realtà a tutto campo, dove e finché lo portano il fiato e le gambe. Per lui, un'altra serata incolore, l'ultima a Torino in carriera. Chiesa a destra, in una folta corsia con Rabiot e Cuadrado più Gatti, tutti chiamati a schermare Theo e Leao, in realtà con discreta fortuna, visti i rari lampi di entrambi. La prima palla-gol è della Juventus, su bella sgasata di Kean sul cui pallone Di Maria arriva scoordinato, senza accorgersi che dietro di lui c’è invece Kostic in posizione molto più favorevole. Pallone alle stelle con Maignan che ringrazia.

    Nel secondo tempo la Juventus alza la pressione in maniera direttamente proporzionale con lo scorrere del tempo. Qualche mischia in più e un po’ di confusione, ma prima Saelemaekers (ottimo Szczesny) e poi Leao (alto) hanno in verità le occasioni migliori per aggiornare il tabellino, che invece resta inchiodato al gol di Giroud. Pioli toglie Leao per Ballo Touré, Giroud per Origi, cioè fa il possibile per peggiorare la squadra, ma Allegri non ne sa approfittare. È appena la terza volta in 50 anni che il Milan batte la Juventus all’andata e al ritorno e probabilmente andrà considerato anche questo al momento dei giudizi.
    @GianniVisnadi





     

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