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Niente da fare per la Lazio, che viene eliminata dal Bayer Leverkusen riuscendo a resistere di fatto solo 25' ai tedeschi. Una disfatta totale sul piano tecnico e tattico, ma anche atletico. 

LAZIO - Pioli sceglie un 3-4-3 molto raccolto in cui si punta a ripartire in velocità rilanciando con palle lunghe per sbrogliare più che per costruire. Basta e Mauricio sono sulle tracce di Calhanoglu, bravissimo pur partendo da posizione di esterno sinistro di 4-4-2 a prendere posizione tra le linee di difesa e centrocampo avversarie riuscendo ad essere sempre incisivo. Davanti Anderson - Keita - Candreva giocano una prima mezz'ora di sacrificio e iniziativa. Perchè dopo 30' i tiri in porta recitano 1 su 8 per il Bayer (dalla distanza Calhanoglu) più il palo di Kiessling, mentre la Lazio fa 3 su 4 e ogni volta che riparte crea grattacapi. E' l'unica nota positiva della serata. 

BAYER - L'atteggiamento del Bayer è più aggressivo: baricentro alto, pressing e costruzione martellante. Dopo mezz'ora la Lazio ha messo 15/30 palloni lunghi contro 8/13 del Bayer (50% vs 61,5%) per una mole di gioco manovrato più che doppia a favore dei tedeschi 32/54 contro 9/25. Nonostante tutto i biancazzurri sembrano controllare progressivamente la partita, fino che al 41' una azione confusa in cui saltano le consegne a sinistra con Lulic saltato genera la rete di Calhanoglu dopo un fortunoso flipper del pallone in area. Da qui il tracollo.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa è un'altra Lazio, timorosa e progressivamente sopraffatta al punto che quando al 48' Mehmedi raddoppia la squadra perde la bussola di una partita in cui evidentemente aveva un solo copione a disposizione - e questa è una gravissima mancanza, oltre che preoccupante segno di immaturità - e continua a subire in lungo e in largo l'avversario e nel giro di 5' sfiora ancora due volte la rete.

ASPETTI ATLETICI - Da sottolineare come la prova del Bayer sia stata coralmente più convincente sul piano atletico per tutti i 90'. La Lazio ha coperto complessivamente 98,1 km contro 106,2 km dell'avversiario. Una differenza di quasi 8,1 km è una enormità andata crescendo soprattutto dal 20' della ripresa in poi. Una dato "accettabile" dovrebbe essere compresa tra 1 e 4 km a parita. Basti dire ad esempio che il Bruges ne ha prese 4 dal Manchester United ma ha impattato la distanza coperta (108,3 km). 

DINAMISMO DELLE PUNTE - Oltre al fondo è mancato l'apporto in velocità dei suoi attaccanti con Keita progressivamente appannatosi (e mai ai livelli di sprint visti a Roma con un massimo toccato di 27,6 km/h): sul piano atletico uno come lui che copre meno di 4,5 km per tempo se non ha la brillantezza in velocità diventa prevedibile. Coralmente superiore, inoltre, il Bayer, dove tra i giocatori più dinamici troviamo Bellarabi (10.2) e Kiessling (10.4), quando si dice attaccanti che partecipano al gioco. L'espulsione di Mauricio al 68' è solo la conferma di una squadra battuta sul piano tecnico, tattico e atletico: su tutta la linea al di là della dimensione della sconfitta ratificata solo all'87'.

Giovanni Armanini
@armagio