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Addio sogni di gloria. La Lazio crolla a Leverkusen, perdendo in un colpo solo partita, qualificazione ai gironi di Champions e quasi 40 milioni di ricavi. Un tesoro che, per il club del presidente Lotito, sarebbe stato importante già in questi ultimi giorni di mercato. Invece i biancocelesti devono accontentarsi dell'Europa League

TABU - E' la quinta volta nelle ultime sei stagioni che le italiane non superano l'ostacolo del preliminare: dopo la riforma voluta dal presidente UEFA Platini, solo due squadre di Serie A (la Fiorentina nel 2009 e il Milan nel 2013) sono riuscite a passare il turno al contrario di Sampdoria (2010), Udinese (2011 e 2012), Napoli (2014) e appunto Lazio (2015). 

LE FORMAZIONI - Si parte dall'1-0 dell'andata all'Olimpico, decisa da un gol di Keita. Senza gli infortunati Klose e Djordjevic, Pioli lo conferma al centro del tridente d'attacco, affiancato da Felipe Anderson e Candreva. Quest'ultimo ritrova la fascia da capitano, visto che è out per infortunio anche Biglia, rimpiazzato da Onazi preferito a Cataldi in mezzo al campo. Ma la vera novità è rappresentata dalla difesa a tre. Dall'altra parte Schmidt lancia Mehmedi al posto di Son (a Londra per firmare col Tottenham), indisponibili Toprak e l'ex romanista Jedvaj. Alla BayArena c'è il tutto esaurito con quasi 30mila spettatori, tra cui circa 2mila tifosi italiani. Arbitra lo spagnolo Carlos Velasco Carballo. 

LA PARTITA - "Servirà la Lazio migliore", aveva detto Pioli alla vigilia e così non è stato. Keita crea subito un paio di occasioni pericolose e chiede invano un calcio di rigore. Brivido al 25', quando il colpo di testa di Kiessling centra l'incrocio dei pali. La fortuna volta le spalle ai biancocelesti al 40', quando un incredibile flipper in area regala la palla a Calhanoglu, che non sbaglia e insacca l'1-0. Nell'azione del gol ha più di qualche responsabilità de Vrji, colpevole di aver chiamato all'uscita il portiere Berisha invece di intervenire in anticipo per rinviare. A inizio ripresa i tedeschi raddoppiano grazie a un altro errore difensivo dei biancocelesti: sulla verticalizzazione di Bellarabi, Mauricio buca l'anticipo e Mehmedi mette dentro il 2-0. Pioli prova a correre ai ripari inserendo Kishna per Radu, passando al 4-2-3-1, ma al 68' la Lazio resta in dieci uomini per l'espulsione di Mauricio (doppia ammonizione molto discutibile). Gentiletti entra al posto di uno spento Felipe Anderson. Nel finale Bellarabi cala il tris in contropiede e chiude i conti sul 3-0