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  • La paura di vincere del Dortmund regala il titolo al Bayern: i casi della surreale stagione bavarese

    La paura di vincere del Dortmund regala il titolo al Bayern: i casi della surreale stagione bavarese

    • Gabriele Stragapede
    In una delle stagioni più strane degli ultimi 15 anni nella sua storia, il Bayern Monaco, all’ultima curva riesce a centrare l’undicesimo successo di fila in Bundesliga, conquistando il 33° Meisterschale. Un trionfo arrivato proprio durante l’ultimissima giornata del campionato tedesco, grazie all’affermazione sul campo del Colonia ed alla contemporanea sconfitta del Borussia Dortmund contro il Mainz, all’ennesima delusione in campo nazionale. I gialloneri guidati da Reus sono arrivati a quest’ultima partita con due punti di vantaggio ma, come la recente storia insegna, non sono riusciti a spodestare la squadra bavarese dalla vetta del calcio nazionale tedesco. La più classica paura di vincere ha fermato, sempre sul più bello, la formazione di Terzic dal tornare campione di Germania - l'ultimo titolo arrivò con in panchina Jurgen Klopp -. Ancora Bayern, quindi, in una delle stagione più surreali mai vissute.

    TUCHEL IN, NAGELSMANN OUT – Facciamo un passo indietro. È il 24 marzo quando Julian Nagelsmann – complice la mancanza di fiducia da parte della dirigenza, nelle persone del CEO Kahn e del ds Salihamdzic, e la completa spaccatura nello spogliatoio con i senatori del club, Muller su tutti – viene sollevato dall’incarico ed esonerato dalla panchina del Bayern Monaco. Il tecnico pagò la sconfitta contro il Lipsia che aveva permesso proprio al Dortmund il sorpasso in vetta alla classifica. A nulla era servita la qualificazione ai quarti di Champions League, dove poi avrebbe affrontato il Manchester City – futuro finalista -. Decisione irremovibile. A prendere il suo posto, arrivò l’ex Chelsea Thomas Tuchel, il cui approdo fu tutt’altro che semplice e che non è riuscito a dare la svolta come splendidamente fatto a Londra, con i Blues, guidati al successo continentale per la seconda volta nella storia. Eliminati dai Citizens in Coppa dei Campioni - - battuti dal Friburgo in DFB Pokal – sconfitti per 2-1 -. L’unico obiettivo era rimasta la Bundes, centrata solo all’ultima giornata che ha tolto un po’ di amaro dalla bocca della dirigenza bavarese, insoddisfatta dal rendimento della squadra.

    RIVOLUZIONE IN SOCIETA'
    - Nella lunga stagione dei bavaresi a finire sotto il banco degli imputati sono stati soprattutto i due dirigenti di spicco: Hasan SalihamdzicOliver Kahn.  All’ex giocatore della Juventus viene imputata la pessima gestione tecnica – culminata con l’esonero di Nagelsmann – ed un mercato non all’altezza delle aspettative di un club di livello come il Bayern Monaco – specialmente il non aver trovato una vera alternativa ed un sostituto degno di nota alla partenza di Robert Lewandowki, accasatosi a Barcellona -. Ma se il direttore sportivo è messo sul banco degli imputati, anche il ruolo da CEO di Oliver Kahn – vera e propria bandiera del cub – non ha rispettato gli alti standard previsti dalla proprietà bavarese. E così la rivoluzione è realtà: non è servito attendere nemmeno tante ore dalla fine vinto dal Bayern Monaco a Colonia: pochi minuti dopo il fischio finale ecco arrivare gli addii dei due dirigenti (qui tutti i dettagli).   

    MANE’? NON PERVENUTOLa stagione di Sadio Mané, arrivato dal Liverpool la scorsa estate per 32 milioni, si può riassumere non solo nelle fredde statistiche – sole 12 reti in 38 presenze complessive in stagione – ma anche e soprattutto nell’episodio che l’ha coinvolto insieme al suo compagno di squadra Leroy Sané. L’evento ha compromesso il rapporto tra Mané e la società campione di Germania. In seguito alla sconfitta subita contro il Manchester City in Champions League infatti, il senegalese ha colpito il compagno Sané con un pugno al volto ed è stato sospeso dalla squadra per un certo periodo di tempo. Nonostante sia poi rientrato nell’organico e nonostante la pace con l’ex Manchester City, l’episodio ha lasciato il segno nello spogliatoio, le cui fratture interne si sprecano. Un futuro lontano dalla Baviera – dopo una sola stagione – è ormai più che certo, con la dirigenza disposta a mettere sul mercato l’ex Reds. A pesare, però, nelle trattative, sarà il contratto da 20 milioni da stagione firmato dal sengealese. Ma gli errori del mercato bavarese non si fermano al solo Manè.

    L’OGGETTO MISTERIOSO CANCELO ED IL MERCATO DEL FUTURO – Arrivato dagli Sky Blues in prestito con un diritto di riscatto fissato a 70 milioni, Joao Cancelo ha fatto fatica a diventare protagonista in Baviera, complice anche la totale affidabilità di Davies nell’organico di Tuchel. Difficilmente, il laterale portoghese verrà riscattato e farà così ritorno a Manchester. Ma il suo caso non è l’unico che segnerà l’estate del Bayern Monaco, alla disperata ricerca di un nuovo centravanti che possa finalmente sostituire Lewnadowski. Dalla pista che porta a Harry Kane, in uscita dal Tottenham, sino a Victor Osimhen – il cui prezzo è salito vertiginosamente grazie alla super stagione con la quale ha guidato il Napoli alla vittoria del suo terzo scudetto nella storia. Serviranno 130 milioni per convincere De Laurentiis a cedere l’attaccante nigeriano. Idee, strategie da pianificare già da domani, Prima vanno definiti gli scenari di Kahn e Salihamdzic. Ma intanto la formazione bavarese prosegue il suo dominio: 11° titolo consecutivo. Il Bayern Monaco è ancora campione di Germania.

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