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  • Bayern Monaco, allenatore cercasi. Chi al posto di Tuchel? Le idee tra grossi calibri e soluzioni interne

    Bayern Monaco, allenatore cercasi. Chi al posto di Tuchel? Le idee tra grossi calibri e soluzioni interne

    • Simone Gervasio
    Otto allenatori in sette anni e il nono in arrivo: non è più il Bayern Monaco dei vostri padri. I bavaresi hanno annunciato che Thomas Tuchel lascerà il club a fine stagione. Le parti hanno trovato un accordo per terminare il contratto, a giugno 2024, anziché giugno 2025, come prevedeva la scadenza precedente. 

    QUANTI ESONERI - L'ennesima storia finita male tra Bayern e allenatori di grido nel recente passato. Dopo il tris Heynckes-Guardiola-Ancelotti, dal 2017 la gestione del club si è fatta più rapsodica. Già all'inizio della seconda stagione dell'italiano in Baviera, la pressione mediatica e soprattutto i cattivi rapporti con la vecchia guardia nello spogliatoio hanno portato a un ribaltone con l'addio ad Ancelotti, l'arrivo del traghettatore Sagnol e l'ennesimo ritorno di Heynckes. Nell'estate successiva la scommessa Kovac, durata un anno e un paio di mesi. Al posto dell'attuale allenatore del Wolfsburg, arriva Flick ed è trionfo. Lo stesso Flick viene confermato nella stagione successiva ma l'anno dopo è rimpiazzato da Nagelsmann. L'enfant prodige del calcio tedesco ha guidato il Bayern nel 2021/2022 ma l'anno dopo - a marzo - è sostituito da Tuchel a poche ore dai quarti di Champions League. Questi ha vinto la scorsa Bundesliga, approfittando dello scivolone finale del Borussia Dortmund, ma quest'anno non sta portando i risultati sperati. Fuori in coppa, lontano dal primo posto e in bilico in Europa, le strade col club si divideranno in estate ma potrebbero farlo già nelle prossime settimane se la situazione dovesse andare a picco. Insomma, pur continuando a vincere ogni anno la Bundesliga, il Bayern ci sta abituando a cambi di rotta quasi ogni anno, esoneri inattesi e una gestione più da club italiano che tedesco.

    I BIG - E ora? La panchina del Bayern resta una delle più ambite. Anche Antonio Conte, come riporta Bild, ha aperto alla possibilità di fare un giro di giostra all'Allianz Arena. Vuole un club ambizioso, pronto a lottare per tutti i titoli possibili e che possa fare un mercato di livello, e il Bayern queste caratteristiche le ha tutte. Il leccese è certamente nella lista dei papabili per la prossima stagione ma è in buona compagnia. Senza un club ci sono infatti mostri sacri come Mourinho e Zidane. Il primo vorrebbe completare il suo giro d'Europa e vincere anche in Germania. Un'ipotesi che lo stuzzica e che gli ha fatto anche rifiutare offerte faraoniche dall'Arabia Saudita e, secondo i ben informati, Mou a tempo perso starebbe studiando il tedesco. Il secondo invece è il più desiderato tra i tecnici ma anche quello che più si fa desiderare. Secondo diversi media infatti Zizou sarebbe stato contattato dai tedeschi ma non avrebbe ancora aperto all'idea di tornare in 'campo'. Difficile arrivare a Klopp che, dopo l'addio al Liverpool in estate, potrebbe prendersi un periodo di riposo, come ha ribadito oggi il suo procuratore. Jurgen lascerà Anfield dove potrebbe arrivare quel Xabi Alonso che rappresenta ad oggi forse l'allenatore più in voga del momento. Il suo compito ora è quello di portare al titolo il Bayer Leverkusen, sfilandolo al Bayern, prima magari di unirsi proprio al suo ex club.

    LE SOLUZIONI 'INTERNE' - Non solo grandi nomi però. Il Bayern infatti ha spesso sorpreso nella scelta dei propri condottieri. Se un ritorno di Flick o Nagelsmann pare avventato da ipotizzare al momento (anche se l'attuale ct della nazionale tedesca ha firmato fino agli Europei 2024), altri profili da tenere d'occhio sono quelli di Graham Potter, ex Brighton e Chelsea, che piace molto alla dirigenza e quello di Ole Gunnar Solskjaer. Colui che è costato una Champions ai bavaresi in un'iconica finale di qualche anno fa, piace come traghettatore ma potrebbe strappare anche un accordo dal prossimo giugno. Altre soluzioni 'interne' invece portano all'emergente Miro Klose e al vecchio leone Joachim Low, a spasso dopo l'addio alla nazionale. Le riflessioni sono partite per un club che si è riscoperto mangia-allenatori.

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