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Le prime voci risalgono alla prima decina di maggio, quando il Bayern Monaco aveva fatto qualche timido tentativo per Haaland incrinando un rapporto, quello con Robert Lewandowski, vicino al capolinea. Già allora, Julian Nagelsmann, tecnico dei bavaresi, si era affrettato a rassicurare: “Non c'è nulla da dire, in nessuna direzione, la mia volontà è sempre la stessa, voglio davvero tenerlo e prolungare il suo contratto”. Una speranza, quella del rinnovo, spenta sul nascere, come confermato poco dopo dal DS Salihamidzic: “Non rinnova e vuole andare via”. Ora, in questo caso, di norma, si cerca la soluzione migliore per mettere d’accordo tutte le parti in causa, ma da metà maggio siamo arrivati a fine giugno, e a sentire i protagonisti della vicenda sembra che la diatriba sia ancora ben lontana dalla conclusione.
 
VERBOTEN – Vietato. Il Bayern, dopo aver preso atto della volontà di Lewandowski di non rinnovare il contratto, si è deciso con fermezza teutonica a farglielo rispettare fino in fondo, costi quel che costi: in questo caso, costerebbe fra i 30 e i 40 milioni che il Barcellona, risolti i problemi a bilancio, sarebbe pronto a mettere sul piatto per un giocatore in scadenza nel 2023. Ma andiamo con ordine. Herbert Heiner, presidente del Bayern, 15 maggio: “Robert ha un contratto fino al 2023 e giocherà con noi fino ad allora. Non c'è nessun sostituto per lui, quindi presumo che adempirà al contratto”. Oliver Kahn, CEO, 21 maggio: “A quanto lo vendiamo? Non ci facciamo questa domanda. Robert ha un contratto fino al 2023 e lo rispetterà”. Anche l’ex ad dei bavaresi, Karl-Heinz Rummenigge, ha sposato la tesi di Kahn, dichiarando di fidarsene. Nel successivo mese si sono susseguite altre parole da parte dei dirigenti campioni di Germania, ora volte a sottolineare come il Barcellona in Bundesliga fallirebbe, ora tese a ribadire come Lewandowski giocherà all’Allianz Arena anche nel 2022-23. Solo che nel frattempo il centravanti non se n’è rimasto zitto.
 
PIU’ CHIARO DI COSI’… - Già all’ultima di campionato, Lewandowski aveva ammesso che con ogni probabilità sarebbe stata l’ultima partita con la maglia del Bayern. Poi, il 30 maggio, dal ritiro della Polonia, ecco la conferma: “Non penso che giocherò più con loro”. Anche l’agente, Pini Zahavi, considera i bavaresi come “il passato” del suo assistito. Niente da fare, il Bayern non apre alla cessione. Allora l’attaccante polacco decide di aprirsi e far leva sull’umanità: “Voglio solo lasciare il Bayern. La lealtà e il rispetto sono più importanti del lavoro. La cosa migliore è trovare insieme una soluzione. Qualcosa è morto dentro di me, voglio lasciare il Bayern per avere altre emozioni nella mia vita”. 6 giugno. Niente che, ad oggi, possa scalfire la corazza del duro per eccellenza Kahn e del presidente Hainer.
 
RISCHIO TRIBUNA - Da Barcellona sono sempre arrivati ammiccamenti, dichiarazioni di interesse, negli ultimi giorni anche un’offerta vera e propria: la sensazione è che si dovrà andare avanti ancora per molto tempo prima che la questione venga risolta. E non c’è nemmeno la certezza che si giunga a una conclusione entro l’estate: per quel che filtra da Germania e Spagna, c’è il rischio che Lewandowski non si presenti al raduno e che quindi finisca fuori rosa, ai margini fino alla scadenza, cioè giugno 2023. Fino a prova contraria, se il Bayern non fa un passo indietro, il Barcellona e Lewandowski non possono nulla.