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'Se non si fosse infortunato Jovetic, sarei stato pronto a scommettere sul quarto posto. Adesso sarà più difficile, ma sono fiducioso. Mi fido di Corvino e di un allenatore, Mihajlovic, che fin da subito ha fatto vedere a tutti di avere polso e carattere'. Paolo Beldì, regista televisivo che per molti anni ha fatto risuonare l'inno di Narciso Parigi dagli studi di Quelli che il calcio, è fiducioso. 'Peggio della seconda parte della scorsa stagione, del resto - dice a metà tra il serio ed il faceto - non potrà certo andare'. 

Si rattrista solo quando gli si chiede quale potrà essere il giocatore rivelazione della stagione. 'Avrei detto Jovetic senza la minima esitazione. Di questa squadra, però, mi piace l'atteggiamento, a cominciare da quello dell'allenatore’. Beldì ammicca a Mihajlovic. 'Sono certo che con lui in panchina non si verificheranno più situazioni imbarazzanti di fronte al dischetto, con un giocatore pronto a calciare il rigore ed un compagno attento a sfilargli il pallone di sotto. Intanto, mi è piaciuto molto il coraggio dimostrato, modificando lo schema di gioco alla tipologia di giocatori a disposizione'. 

Mihajlovic, insomma, è l'uomo giusto nel posto giusto, Firenze, una città capace di elargire amore quanto di criticare duramente. 'L'appoggio che fin dall'inizio i tifosi hanno fatto sentire al tecnico serbo - prosegue Beldì - è la riprova che il momento di transizione, dall'era Prandelli ad oggi, è avvenuto in maniera quasi indolore. Si è aperto un nuovo ciclo'

Non si sbilancia sui pronostici il regista novarese: 'Guarderò la gara contro il Napoli in televisione', confessa ridendo, quanto piuttosto si interessa al mercato. 'Sono un corviniano convinto. Mi fido ciecamente di quello che fa il direttore. Boruc? E' bravo e finalmente anche la Fiorentina può vantare, in porta, una validissima alternativa'.

(Il Tirreno)