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Quello degli arbitri di federazioni meno evolute come lo Zambia, in Qatar rappresentato dal modesto e già noto Janny Sikazwe, è un tributo che la Fifa deve pagare ogni volta che organizza il Mondiale, che è evento globale e deve essere di tutti e con tutti, e perciò c’è la Costa Rica e non c’è l’Italia, perché i posti per le squadre sono contingentati per i 5 continenti e così quelli degli arbitri. E se la Caf, la confederazione africana, ha deciso che Sikazwe meritava il Qatar, Collina lo deve mettere in squadra insieme con gli altri 35 “convocati” (per l’Italia c’è Orsato, il migliore, ma che da noi non arbitra l’Inter), più i 69 assistenti (per noi Carbone e Giallatini) e i 24 “varisti” (con Irrati e Valeri).

L’arbitraggio di Belgio-Canada è stato scandaloso, altro che Moreno in Corea nel 2002. La colpa di Collina è stata quella di mixare la peggiore squadra possibile, perché sapeva benissimo che Sikazwe era l’arbitro che aveva sbagliato a regolare il cronometro, giusto lo scorso gennaio. E allora per quale ragione affiancargli un guardalinee del Mozambico e un altro di Angola, per non dire del varista venezuelano Soto, che è stato certamente il peggiore di tutti, non vedendo nemmeno in tv 2 rigori sacrosanti a favore del Canada, che avrebbero forse cambiato il corso della partita?
Perché non mettere alla moviola un arbitro come Irrati, da tutti considerato molto bravo, certamente di forte personalità e quindi in grado di “guidare” in auricolare il modesto Sikazwe? Perché è vero che il Mondiale deve essere di tutti, ma questo sentimento ecumenico non deve nemmeno fare danni. E invece adesso chi glielo spiega ai canadesi?
@GianniVisnadi