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Il Belgio non convince. In realtà, non ha mai convinto nel corso di questi Mondiali. Nella sfida di debutto contro il Canada, i Diavoli Rossi sono stati surclassati sotto ogni punto di vista: gioco, occasioni, intensità. I 21 tiri della nazionale nordamericana forniscono una chiave di lettura interessante di questo incontro. Parlare di dominio di Davies & Co. non sarebbe per nulla riduttivo. Ma il finale è stato un altro: massimo risultato, minimo sforzo. Il Belgio vince 1-0 al primo tiro in porta del suo match e si porta 3 punti a casa, fondamentali per proseguire la Coppa del Mondo. Ma il gioco non c’è stato, i campioni hanno faticato e la successiva partita contro il Marocco ha mostrato tutte le lacune di una generazione d’oro che sembra avviarsi al capolinea della sua avventura. 2-0 Marocco ed ora i Diavoli Rossi rischiano una clamorosa eliminazione ai gironi. La delicata sfida contro la Croazia è decisiva. Ma il clima in casa Belgio è tutt’altro che positivo…

I RETROSCENA – Che il clima sia tutt’altro che positivo l’avevano già dimostrato alcune dichiarazioni del giocatore simbolo del Belgio, Kevin De Bruyne: “Stiamo andando avanti con l’età, abbiamo perso molti giocatori chiave. I giovani ci sono, è vero, ma non sono ai nostri livelli, non sono forti come lo eravamo noi nel 2018. In Russia abbiamo avuto la grande occasione di portarci a casa la Coppa, mentre ora siamo dei semplici outsider, niente di più”. Ma il centrocampista del Manchester City non si è fermato di certo lì. Dopo la sconfitta col Marocco, KDB ne ha avuto ancora da dire: “Abbiamo qualità ma forse abbiamo attaccato male perché siamo vecchi, vero? C’è sempre un pensiero di questo tipo. Per la testa mi passano alcuni pensieri che forse sarebbe meglio non dire, almeno non al di fuori degli spogliatoi”. Dichiarazioni che hanno innervosito – e non poco – i senatori della nazionale allenata da Roberto Martinez. Jan Vertonghen, dopo la sconfitta contro il Marocco, non ha tenuto a freno i già bollenti spiriti dello spogliatoio belga, dichiarando: Abbiamo giocato davvero male, soprattutto in attacco. Evidentemente siamo troppo vecchi anche lì per segnare…”. I segnali erano chiari. Tutto lasciava presagire che lo spogliatoio belga stesse per implodere. Ed infatti…
RISSA? CI PENSA LUKAKU – La sconfitta contro il Marocco ha lasciato alcune scorie importanti, di quelle difficili da scrollarsi di dosso. Dichiarazioni, comunicazione e prestazioni, nulla era stato al livello a cui il Belgio aveva da anni abituato. Nel post match, la bolla è scoppiata. L’Equipé riporta che Jan Vertonghen ha accusato due suoi compagni di squadra per essersi lamentati pubblicamente della difesa della nazionale belga. I due connazionali sono Eden Hazard e Kevin De Bruyne. Sempre secondo l’Equipé, Vertonghen ha continuato la sua arringa nei confronti del maggiore degli Hazard e di KDB, affermando che la nazionale andrebbe sempre difesa e sostenuta e che tutte queste lamentele non dovrebbero mai uscire dallo spogliatoio. Spogliatoio che ha poi assistito alla quasi rissa tra i tre giocatori coinvolti, sino a che Romelu Lukaku non è intervenuto per calmare gli animi e per separare Vertonghen, Hazard e De Bruyne. A nulla è servito l’incontro al campo d’allenamento tra i dirigenti della federazione calcistica belga ed il CT Martinez. Lo stesso commissario tecnico aveva parlato di "normali tensioni". Ma la crisi non si è appianata ed ha ormai radici profonde, tanto che alcuni dei componenti della rosa hanno smesso di parlarsi. Da Lukaku a Batshuayi, da Cortouis a Trossard. La gravità del clima in casa Belgio rischia di far sprofondare, sempre di più, la generazione d’oro dei Diavoli Rossi in un oblio che costerebbe una precoce, quanto rapida, eliminazione dai Mondiali. L’ultima occasione di entrare nella leggenda potrebbe essere sprecata e gettata al vento così. La sfida contro la Croazia sarà decisiva. Riuscirà il Belgio a ricompattarsi ed a trovare la luce in fondo a questo tunnel? La risposta è attesa per questo giovedì, ore 16, Belgio-Croazia. Il destino dei Diavoli Rossi è nelle loro mani.