Un'uscita di scena in grande stile. Anzi, un'uscita di scena con lezione di stile. E' quella che il Benevento ha dato a tutto il calcio italiano, trasformando un pomeriggio che avrebbe dovuto rappresentare la mesta chiusura di una stagione carica di tormenti in un evento che riconcilia con le emozioni, in un abbraccio collettivo tra squadra e tifosi lungo 90 minuti. Il tutto nonostante una retrocessione certificata da tempo e una formazione che non è mai stata realmente in corsa per la salvezza. Ma da queste parti un ritorno in Serie B non può esser vissuto come un dramma ed è per questo che il nostalgico saluto del Benevento alla Serie A ha tinte che passano dal fatale al romantico, assume le sembianze di un gesto quasi rivoluzionario.

Perché qui vibra l'orgoglio di esserci, il sogno di sentirsi parte attiva di quella che comunque è stata una grande avventura. Probabilmente la parte migliore perché se il Benevento è riuscito a stregare la Serie A lo deve innanzitutto alla passione infinita dei propri tifosi, di un popolo che ha lasciato il segno, si è guadagnato gli applausi di chi l'ha guardato, osservato con senso di ammirazione e di approvazione verso una fede che va oltre i risultati, oltre le categoria. Un tifo che va oltre l'ostacolo, che non si ferma davanti a nulla.
E una squadra che retrocede con lo stadio pieno, con l'abito dei giorni migliori e un colpo d'occhio di grande effetto è la dimostrazione di quanto appassionata sia questa gente. Per il futuro, non si potrà che ripartire da qui, perché non tutti possono fare affidamento su sentimenti simili verso la squadra della propria città.