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    Berardi da sogno estivo a incubo autunnale: la Juve è impazzita e il Sassuolo l'ha demolita

    Berardi da sogno estivo a incubo autunnale: la Juve è impazzita e il Sassuolo l'ha demolita

    • Alberto Polverosi
      Alberto Polverosi
    Ora Allegri non dovrà più temere l’euforia dell’ambiente. E’ svanita subito nei 100 minuti di Reggio Emilia ed è diventata avvilimento. Certo, ci vuole equilibrio nei giudizi, ma quanto ha combinato la Juve, da Szczesny a Gatti, è difficile da spiegare se non con un black-out mentale. Mettiamoci anche il Sassuolo, con un gioco bello, tutto d’attacco, con una coppia di registi da applausi, Boloca-Henrique e soprattutto con quel fenomeno di Berardi, ma la Juve è impazzita. Ha preso quattro gol, ha perso la prima partita di questo campionato e ha salutato il sogno di tornare in testa alla classifica dopo 1.146 giorni. Ha sempre rincorso il risultato, per due volte l’ha raggiunto, seppure a fatica, ma alla fine è crollata come una squadretta.

    LA PAPERA DI SZCZESNY - Otto minuti, tre conclusioni della Juve, un avvio dei bianconeri che ha ricordato quello di Udine: pressing alto, attacco al primo portatore di palla, ritmo sostenuto e soprattutto Chiesa ispirato. Per sfortuna di Allegri, però, non valeva lo stesso discorso per il suo portiere che ha preso gol al primo tiro in porta del Sassuolo, un tiro improvviso, un po’ strano, di Laurienté, ma la sorpresa di Szczesny era esagerata, il polacco ci ha messo le mani aperte e la palla è sgusciata in rete. Più che un errore, una papera. La Juve non si è scoraggiata e ha ripreso ad attaccare sfruttando la vena di Chiesa. Che 9 minuti dopo la rete di Laurienté ha piazzato un cross velenosissimo sul secondo palo dove Vina ha anticipato McKennie e infilato la sua porta.

    IL PRIMO ERRORE DI GATTI - C’era un bel ritmo in campo, i due attacchi avevano spesso la meglio sulle difese, tantoché al 45' si contava un totale di 18 tiri equamente divisi, però quelli della Juve erano imprecisi, nessuno nello specchio della porta. Con tanta velocità gli errori tecnici non si contavano. Vina, per esempio, ha sbagliato una lunga serie di appoggi e di lanci (crescerà e non poco nella ripresa), ma peggio ha fatto Gatti quando ha forzato un lancio bloccato da Henrique, che ha controllato la palla, l’ha portata quasi al limite e consegnata al micidiale sinistro di Domenico Berardi e da sogno sfumato dell’estate juventina si è trasformato nel suo incubo con la conclusione al volo sul palo lontano. Gol bello davvero e stavolta senza colpe di Szczesny. Centosedici reti in 300 partite di Serie A, questo è Berardi. Il Sassuolo era già stato pericoloso due volte prima del 2-1, con lo stesso Berardi e con un colpo di testa schiacciato di Tressoldi, con paratona (e parziale riscatto, in attesa del secondo errore) del portiere polacco.

    SOLO CHIESA OK - Alla Juve continuava a mancare precisione. Attaccava benino a destra con McKennie, molto meno a sinistra con Kostic, ma diventava davvero incisiva solo quando era Chiesa a entrare in azione. Vlahovic ha avuto qualche mezza occasione, ma aveva troppa voglia di segnare, era troppo concentrato su se stesso e non ha mai trovato la porta. Sull’altro fronte, alla doppia regìa di Boloca ed Henrique era concessa molta libertà (Rabiot non pervenuto), peraltro ben sfruttata come in occasione del 2-1. Ma anche quando era in possesso di palla, nella Juve non c’era qualità. Allegri ha fatto due cambi all’intervallo, Fagioli e Iling-Junior al posto di Miretti e Kostic, i due juventini più in ombra dei primi 45 minuti. Dionisi ha tolto invece Tressoldi, a rischio giallo, per far entrare Viti.

    BEL SASSUOLO - Anche il secondo tempo è stato divertente, ma nella prima parte solo per merito della squadra di Dionisi che in quei venti minuti ha rischiato di buttare via la vittoria con le occasioni mangiate da Laurienté, una davvero incredibile dopo un fantastico assist di esterno di Berardi. Che qualche minuto prima era stato incredibilmente graziato dall’arbitro Colombo: entrato a tacchetti spianati e piede alto sulla tibia di Bremer ha preso solo il giallo, quando invece era da rosso. La Juve ha sbandato in difesa fin quando anche Vlahovic ha sbagliato una palla-gol, ma se il suo tiro fosse entrato sarebbe stato materiale per il var, forse il serbo era in fuorigioco. Forse. In ogni caso Allegri lo ha tolto, per far entrare Kean, e stava per compiere la stessa operazione con Chiesa per mettere dentro Milik. Invece, per fortuna sua e dell’allenatore, Federico è rimasto ancora un po’ in campo e con una conclusione micidiale, su assist di Fagioli, ha riportato la Juve in parità.

    LA JUVE A PEZZI - Mancava un quarto d’ora alla fine e la Juve è implosa. Il Sassuolo è una squadra che ama il gioco, come del resto il suo allenatore, e non ha smesso di farlo nemmeno dopo il nuovo pareggio bianconero. E’ così che è arrivato al terzo gol, un altro tiro dal limite di Laurentié è stato respinto male, centralmente, da Szczesny, Pinamonti ci ha messo la testa e ha firmato il 3-2 con la terza rete consecutiva. Per il polacco non una papera come il primo gol ma un errore grave. La squadra di Allegri si è accartocciata e il Sassuolo l’ha demolita. Contropiede micidiale al terzo minuto di recupero, traversa piena di Defrel appena entrato con leggera deviazione di Szczesny e palla rimbalzata sulla riga. Non era finita. Punizione a favore della Juve vicino alla propria area, spostata sulla sinistra, per non perdere tempo (mancavano 100 secondi alla fine dei 6' di recupero) l’ha battuta Szczesny per Gatti che, impaurito dall’attacco in pressing di Henrique, ha passato la palla indietro al suo portiere, rimasto distante dalla porta. Così, lentamente, beffardamente, la palla è entrata mentre Szczesny la seguiva sconsolato con lo sguardo. Una giusta, bella, meritata vittoria per il Sassuolo, un disastro di sconfitta per la Juve.

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