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Anche se in materia vengo spesso contestato dagli esperti, sono fondamentalmente convinto che mai come quest’anno, la valutazione dei calciatori italiani, o che giocano nel campionato italiano, sia troppo alta. Si va dai 28 milioni versati dall’Inter per Gagliardini a gennaio (il secondo acquisto italiano più pagato dal club nerazzurro nella sua storia) fino ai quasi 50 milioni che Squinzi, patron del Sassuolo, chiede per la cessione di Berardi. La domanda è semplice: da che cosa sono giustificate certe cifre? Per rispondere mi è venuto in soccorso l’indispensabile Massimo Fiandrino, ormai veterano tra gli statistici, con il quale abbiamo comparato il rendimento individuale di cinque calciatori - quattro italiani e uno straniero - con il loro prezzo reale o ipotetico. Di questi cinque, tre si riferiscono ad  affari conclusi (Gagliardini, Andrea Conti e Skriniar), mentre due (Bernardeschi e Berardi) restano fortemente in orbita di trasferimento.

In ordine di valutazione, partiamo da Berardi (45/50 milioni). Nella scorsa stagione il calciatore è stato lungamente infortunato raccogliendo solo 21 presenze. Al suo attivo ha cinque gol e cinque assist, la media voto dei tre quotidiani sportivi è di 6,16. Personalmente non credo che Berardi possa valere il doppio dello scorso anno (25 milioni), né per quanto dicono i numeri del suo rendimento, né per quanto realizzato all’Europeo Under 21. Anzi, se esso doveva costituire un banco di prova internazionale, dopo qualche buona prestazione all’inizio dell’Europa League con il Sassuolo, possiamo considerare che il test non è stato superato. Detto questo, Berardi resta un buon calciatore, probabilmente destinato a crescere ancora molto, ma attualmente non è un top player. E cinquanta milioni si spendono solo per quello.

Non è un top player nemmeno Federico Bernardeschi, in predicato di passare dalla Fiorentina alla Juve, anche se l’esborso economico farebbe pensare a quello. Gli oltre quarantacinque milioni (quaranta più bonus, più contropartita tecnica) sono esagerati per un ventitrenne che ha raccolto 32 presenze, segnando 11 gol e fornendo due assist vincenti. E a chi obietta che undici reti sono tante, vanno recapitate due osservazioni. La prima: tre gol sono venuti da calcio di rigore e uno su punizione (che alla Juve calciano altri). La seconda: con quanti e con quali gol Bernardeschi ha deciso una partita importante? E’ vero, piuttosto, che al contrario di Berardi, il giocatore della Fiorentina ha disputato uno sfavillante Europeo di categoria, impreziosito da due reti. Tuttavia persistono ancora dubbi sul suo ruolo (esterno d’attacco, esterno di centrocampo, trequartista?) e sulla migliore collocazione per dare il massimo. Con Paulo Sousa ha avuto più di qualche problema. Forse era colpa del tecnico (l’ha fatto giocare come esterno di una linea a cinque), forse Bernardeschi non è ancora sbocciato del tutto per rendere a grandi livelli. In ogni caso, quel prezzo è troppo elevato.

Nonostante si scenda sotto i trenta milioni per i tre affari conclusi (uno addirittura a gennaio), resto della mia convinzione anche relativamente a Gagliardini, Conti e Skriniar. Quest’ultimo, per esempio, è stato valutato trenta milioni, grazie anche alla necessità di inserire nella contropartita il cartellino di Caprari. Skriniar, difensore centrale della Sampdoria, dai quotidiani sportivi ha avuto una media voto addirittura inferiore al 6 (5,91), pur avendo giocato 35 partite (zero gol e zero assist). Spalletti lo voleva e di solito ci azzecca. Il punto è che sarebbe dovuto costare meno. C’è più coerenza tra prestazioni e valore se si analizzano le schede di Gagliardini e Conti. Il primo ha lasciato Bergamo dopo appena tredici partite (zero gol), facendo bene (anche se non benissimo) all’Inter: 18 presenze, due gol, tre assist, una media voto complessiva di 6,14. Il giocatore ha fatto registrare qualche passaggio a vuoto, ma la sua stagione è stata positiva. Ventotto milioni sono tanti, meno scandalosi, però, di altre richieste. L’importante è che Gagliardini si confermi o, meglio, cresca con il passare del tempo. Solo così l’investimento frutterà.

Lo stesso ragionamento vale per Andrea Conti che nel torneo appena concluso è stato il difensore che ha segnato di più (8 gol) nei cinque tornei più importanti d’Europa, anche se va detto che l’Atalanta, di gol con i difensori, ne ha realizzati 18. Conti ha fornito anche quattro assist vincenti, ma è chiaro come finora non sia stato un terzino utile per la difesa a quattro. Montella ci proverà (l’hanno fatto anche Ventura e Di Biagio con le Nazionali), ma non è certo che l’esperimento riesca. Diverso, invece, se il Milan schiererà il 3-4-3 o il 3-5-2 (come l’Atalanta). Per tutte queste ragioni, ci voleva prudenza in fase di trattativa. Su Conti molti sono disposti a scommettere, però le scommesse così importanti sono anche le più rischiose.

@gia_pad


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