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L'uomo in più. Non è il film di Sorrentino del 2001, è Domenico Berardi, protagonista assoluto dell'esordio dell'Italia a Euro 2020. Sulla vittoria contro la Turchia c'è il suo autografo, con tante giocate e il guizzo che ha portato all'autogol di Demiral. Mancini ci ha visto lungo, ha scelto lui e non Chiesa, rischiando di essere impopolare, da Mimmo ha avuto quello che si aspettava. Una prestazione d'applausi, senza paura, con l'atteggiamento di chi sa che l'occasione è grande e va sfruttata.

MA QUALE CALCIO DI PROVINCIA - La qualità non è mai stata in discussione, c'era semmai il rischio di spaventarsi, su un palcoscenico così importante. Non è successo, Berardi veste la maglia azzurra con la stessa personalità con la quale, durante l'anno, difende i colori del Sassuolo. Dando ragione al ct, dimostrando di essere un valore aggiunto, non solo una risorsa. I 17 gol e 8 assist in 30 partite, con i quali ha chiuso la stagione 2020-21, non sono solo numeri da calcio di provincia, sono stati solo l'antipasto di quello che sarà.
FUTURO - Un Europeo on fire, provando a spingere l'Italia verso il successo, un mercato da protagonista. Questione di stimoli e di occasioni, che nella carriera di un calciatore vanno prese al volo. Berardi al Sassuolo sta bene, deve molto a una società che nel 2010 lo scelse dopo una partita di calcetto, ma a 26 anni è arrivato il momento di fare il salto. Su di lui ci sono club inglesi e spagnoli, in Italia, se fosse per lui, sceglierebbe l'Inter, della quale è molto tifoso. Non la Juve, che ha rifiutato più volte. Tutto verrà fatto in accordo con il Sassuolo, che ha imparato una cosa. A Berardi non va imposto nulla.