23
Oliver Bierhoff una settimana è tornato in Italia per seguire, da direttore delle nazionali, l’Under 21 tedesca impegnata nelle finali dell’Europeo a Udine. Alla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante del Milan ha così parlato del mercato dei rossoneri: “Maldini e Boban? Sì, sono una bella coppia perché sono diversi. Anche quando eravamo calciatori, Zvone era sempre deciso, quasi aggressivo nelle sue opinioni, aveva un forte coraggio nell’esprimere le sue idee. Paolo invece usava la maturità come qualità principale, meno parole però mostrava i fatti, era un faro per tutti, come esempio”. 

MILAN - “In qualsiasi club servono persone che capiscano di calcio, come loro. Che mettano la faccia e rappresentino l’identità della squadra. Inoltre sono abituati a convivere con le pressioni, come hanno sempre dovuto fare in carriera, anche nel saper prendere delle decisioni importanti. Paolo e Zvone sono diversi ma insieme hanno una grande forza. Anche per quanto riguarda l’aspetto sportivo: se sei un giocatore e ti chiamano due tipi così, li ascolti per forza”.

NIENTE EUROPA LEAGUE - “L’Europa League costa energie, se non arrivi fino alla finale non c’è un ritorno economico consistente. Si può ricostruire in pace, senza affaticamenti, e si può puntare alla qualificazione in Champions con più forze. Quindi da questo punto di vista può trasformarsi in un vantaggio. Ne parlavo anche con Jürgen Klopp: pure lui è dell’idea che “o la Champions o niente”. Nel caso del Milan, con tutta la sua storia, conta soltanto la Champions”. 
NUOVO MILAN - “Capitano degli anni in cui anche i grandi club vanno in difficoltà, se diventa un periodo lungo è perché non si è vista una strada chiara. Adesso ci vuole tempo e serve continuità. Il calcio è sempre più un business, lo sappiamo, ma mi sorprende che in una città come Milano, il Milan con la sua grande storia debba aspettare chi investe bene”.

SAN SIRO - “Se lo demolirei? E’ una decisione difficile, anche a Berlino abbiamo un problema analogo. Per quello che rappresenta nel calcio, non sarebbe giusto… Però il mondo cambia e ci sono le nuove tecnologie che vanno valutate. Magari una ristrutturazione, ma dopo questa crisi bisogna guardare avanti. Negli Usa rifanno gli impianti del football americano, la gente in tribuna vuole Internet, i servizi moderni. E lo sta dicendo un calciatore che ha sempre considerato l’entrata a San Siro come una grande emozione”.