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L’anno si è aperto per la Fiorentina con qualche certezza, è di ieri la ribadita incedibilità, almeno per l’immediato di Alberto Gilardino, ambito dalla Juventus e da alcuni club esteri, ma anche da dei dubbi sulle condizioni fisiche dei propri estremi difensori visto che Arthur Boruc dovrebbe esserci domani come titolare contro il Bologna, pur vigendo ancora qualche dubbio sul pieno recupero alla spalla che, gli ha fatto saltare gli ultimi due match ufficiali, contro l’Udinese in casa e a Parma, negli ottavi di finale di Tim Cup.

"La Fiorentina di oggi è ancora troppo legata agli infortuni, speriamo recuperi Montolivo ma anche Boruc si è dimostrato determinante nel suo ruolo – ha raccontato Giuliano Sarti,ospite di Radio Toscana, nato in provincia di Bologna, ma ex portiere gigliato, fra i protagonisti del primo scudetto –. I viola non possono tornare dalla trasferta del Dall’Ara con una sconfitta perché vedo un ambiente depresso. La società è un pezzo che non si sente, i giocatori sono depressi ed il pubblico ne risente. Il Bologna ha uno stato d’animo opposto, perché l’intervento della famiglia Zanetti ha ridato entusiasmo. In chiave viola speriamo nella cabala, perché spesso è stata una trasferta, quella in Emilia, che ha portato bene. Le motivazioni però mi sembrano superiori, sulla carta, in favore della rosa guidata da Malesani. Il calciomercato sarà determinante per la Fiorentina perché serve un altro attaccante per accompagnare Gilardino. Nella zona centrale del campo Bolatti ha fallito, Zanetti va a corrente alterna, ma si sapeva che quest’ultimo avesse sempre problemi fisici, quindi un giocatore che corra serve. Uno in ogni ruolo è indispensabile, perché vedo carenze anche in difesa. Un nuovo portiere viola dall’estero? Io sono per la scuola italiana, Boruc ha dato il suo rendimento ma non capisco perché sia arrivato pur avendo già Frey. A chi dice che il polacco è stato un affare, rispondo che dietro ogni affare, c’è qualcosa sotto".

"Mi sento bolognese a tutti gli effetti e quando affrontavo il Bologna come avversario,vestendo la maglia viola, sentivo molto la gara – ha concluso l’ex estremo difensore anche di Inter e Juventus –. Da bambino ero tifoso rossoblu’. I miei amici, conterranei, non mi hanno fatto mai sentire il peso di giocare contro la mia città. Il derby dell’Appennino ha sempre un suo fascino, da Firenze credo si muoveranno in molti, forse con spunti anche gastronomici, visto che la tavola unisce, al di là del punto di vista sportivo. Manca nel campionato italiano un torneo riserve perché dava la possibilità ai giovani di giocare con elementi che già avevano fatto partite importanti. Il torneo Primavera non è all’altezza per svezzare i ragazzi. A chi mi chiede ad esempio se può debuttare presto Seculin, io ricordo che alla sua età, già avevo svolto dei tornei riserve, e fatto il mio esordio in serie A. Oggi si investe tardi suoi giovani, e se sbagliano, non li si difende adeguatamente’.