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Passata la sosta, riprende il campionato e Malesani è chiamato ad essere sempre più condottiero del Bologna giovane e vivace costruito da Sergio Porcedda e Carmine Longo. Il 4-2-1-3 spiccatamente offensivo visto nella ripresa contro la Sampdoria ha confermato che la strada del voler imporre il proprio gioco sull'avversario, dopo anni di Bologna sparagnini e chiusi a riccio nella speranza di evitare il tracollo, è quella giusta.

Innanzitutto, in questa sosta Malesani ha dato un cambio deciso all'agenda rossoblù: niente più allenamenti al pomeriggio ad eccezione del giorno di ripresa dei lavori dopo le partite. I rossoblù almeno per un mese (durata provvisoria dell'esperimento) si alleneranno sempre al mattino, una novità in Italia - qualche big fa alcuni allenamenti mattutini ma non per l'intera durata della settimana, all'Inter li aveva introdotti Hector Cuper -, un metodo importato dalla Premier League inglese e dalla Eredivisie olandese. Al mattino, infatti, pare che il fisico risponda altrettanto bene se non meglio e che la soglia dell'attenzione degli atleti sia più alta.

Poi arriva la tattica: anche dopo la sosta il 4-3-3 sarà la via perseguita con più attenzione, perché per caratteristiche degli uomini a disposizione di Malesani è con ogni probabilità il modulo migliore. Davanti c'è Di Vaio, con Siligardi, Ramirez, Meggiorini (che può fare anche il centrale, ma solo se non c'è Di Vaio, che gradisce poco il ruolo di punta esterna) e Gimenez a giocarsi i due posti al suo fianco mentre a centrocampo, salvo contrattempi e squalifiche, bisogna scegliere solo il terzo da unire ai mastini Perez e Mudingayi, specie ora che Ekdal e Krhin, due dei botti del mercato estivo rossoblù, stanno tornando dai rispettivi infortuni.

Insomma, la strada è segnata ma attenzione anche al 4-2-3-1, provato di tanto in tanto in allenamento da Malesani (manca il trequartista centrale: può farlo Ekdal ma il Bologna per gennaio sta dando un occhiata a un giocatore con quelle caratteristiche, oltre a una prima punta di peso) e anche a quel 4-2-1-3 con Siligardi dietro a tre punte che finora ha mostrato il Bologna più frizzantino della stagione. Una soluzione sbilanciata e probabilmente attuabile solo se sono a disposizione sia Perez che Mudingayi, ma un'arma da non sottovalutare specialmente a gara in corso, se dovesse essercene bisogno. Pimpante, imprevedibile, divertente: Alberto Malesani il suo Bologna lo vuole così.