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Gli eSports sono un fenomeno costantemente in crescita non solo in Italia ma a livello globale, con tutte le conseguenze che ne derivano: nel bene e nel male. Sicuramente positiva l'attenzione crescente per il movimento da parte di grandi sponsor, aumenta la lista delle aziende che decidono di investire nel settore abbandonando anche altri ambiti più tradizionali: e tra questi c'è anche il calcio.

SPONSOR 'SOFFIATI' - Chiedere al Flamengo, che si è visto 'soffiare' il contratto con la banca BS2. L'accordo di sponsorizzazione scaduto lo scorso 30 giugno non è stato rinnovato, complice anche il perdurare della pandemia di Covid-19 in Brasile, la banca ha deciso di dirottare l'investimento verso gli eSports. Così, BS2 ha iniziato a sponsorizzare due delle principali organizzazioni del paese: i paiN Gaming (attiva su League of Legends, Clash Royale, CS:GO, Dota 2, Free Fire e PUBG) e Vivo Keyd (Starcraft 2, League of Legends, CS:GO e Free Fire), oltre ad aprire un sito per comunicare con le proprie community attraverso Twitch e i social network.

SCOMMESSE - Nel bene e nel male si è detto, perché se l'arrivo di nuovi sponsor entusiasma desta invece preoccupazione l'attenzione crescente da parte del mondo delle scommesse. Altri introiti da denaro tradizionale e criptovalute, vero, ma anche forme atipiche e caratteristiche come lo 'skin bet' o 'skin gambling', ossia scommesse legate agli oggetti cosmetici: il sito Everyeye.it evidenzia come questo fenomeno, nato nel titolo tactical shooter CS:GO, sia in espansione, molte skin possono arrivare a valere decine di migliaia di dollari dando origine a un mercato illegale dal giro miliardario, allargatosi poi su altri titolo come Dota 2 o PUBG. Un mercato, peraltro, sfruttato in origine anche da organizzazioni oggi famose come i FaZe Clan per arricchirsi in tempi brevi e acquistare un team per competere.
COMBINE - Preoccupano le scommesse e con esse un fenomeno che si lega strettamente e già noto anche al calcio tradizionale: il 'match-fixing', le cosiddette combine. Non una novità che gamer si mettano d'accordo per truccare le partite e non mettere a rischio il proprio score, a novembre era scattata la squalifica per Christopher 'NYC-Chris' Holly (giocatore professionista su Fifa per New York City FC e vincitore della prima eChampions League), l'impennata dei montepremi e del giro di scommesse alle spalle dei tornei competitivi ha fatto decollare le azioni sospette, da cheat a 'problemi tecnici' fino appunto a combine. Un fenomeno capace di coinvolgere anche tornei che vedono la presenza di figure sportive o celebri esterne agli eSports. Eclatante il caso del Pro Tournament di NBA 2K, che ha messo in campo diverse stelle del campionato di basket più celebre al mondo. Le partite sono state pre-registrate e trasmesse in differita, non in diretta come credevano i bookmaker, che si sono accorti dell'intoppo grazie al caso di Derrick Jones: l'ala dei Miami Heat era il peggior seed del torneo e affrontava il favorito Kevin Durant, nonostante ciò il flusso di scommesse a suo favore è diventato improvvisamente anomalo e i bookmaker hanno dovuto bloccare le puntate e aprire un'indagine. Risultato? Una fuga di notizie ha permesso a molti di sapere in anticipo la vittoria di Derrick Jones e puntare a quote ghiotte sullo sfavorito. Il Covid-19 ha accelerato il boom degli eSports, ma con la crescita arrivano anche i problemi: serve regolamentazione, per evitare pericolose derive.

@Albri_Fede90