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Il calciomercato è da sempre un luogo sospeso a metà tra l’immaginario collettivo e la realtà dei conti economici. In mezzo c’è spazio per il teatrino che si ripete ad ogni sessione, per la recita generale che coinvolge tutti, nessuno escluso: gli operatori di mercato che depistano, i giocatori che svelano innamoramenti d’infanzia per svariate squadre del cuore, i giornalisti che soffiano sul fuoco e gli appassionati che si fidano o che bacchettano, a seconda dei casi. Ognuno crede e fa credere ciò che meglio si adatta alla propria realtà virtuale. E’ un meccanismo ancor più esaltato dal palcoscenico digitale, dove il racconto del calciomercato si sviluppa in tempo reale coinvolgendo attori e spettatori della recita.

Mai come quest’anno, forse, il baraccone ha fatto leva su grandi bugie. Più o meno spontanee. Prendiamo la storia di Ibrahimovic al Milan. Galliani, da par suo, ha diffuso e alimentato nei tifosi la speranza nel colpo definitivo, quello che a detta di tutti gli esperti avrebbe trasformato i rossoneri in una potenziale candidata allo scudetto, grazie all’impatto di un campione di spessore tecnico e caratteriale come l’atipico svedese. Ma la realtà ha infine imposto le sue concrete dinamiche e Ibra, che è rimasto “felicemente” a Parigi, ci ha messo del suo rivelando la “disperazione” del Milan nel rassegnarsi al suo mancato trasferimento. Bugie in buona fede (quasi).

Sul fronte della Juve, invece, il racconto del mercato si è sviluppato attorno al tema del trequartista misterioso, un personaggio che via via ha assunto i contorni di Draxler, talento tedesco dotato di numeri da fuoriclasse, seppur non ancora tale. Marotta ha alternato mezze conferme a rudi smentite, nell’evidente tentativo di nascondere l’imbarazzo per una trattativa uscita più volte dal percorso programmato, prima per la teutonica impenetrabilità dello Schalke e poi per la volubilità del ragazzo, colta al volo dal Wolfsburg. Così al posto di una giovane promessa in bianconero è approdato al contrario l’esperto Hernanes - da una sponda ritenuta tabù (caso Vucinic-Guarin) come quella interista -, mentre tra le bugie è emersa la verità nascosta di un lungo confronto Juve-Napoli attorno all’ipotesi Hamsik, corredata dalla richiesta di De Laurentiis per Rugani e Sturaro: il racconto smarrito. E bugie funzionali.

Anche gli allenatori hanno partecipato alla grande finzione. Come quando Mancini ha schierato i poco graditi Shaqiri e Hernanes in un sistema fuori misura per fare sapere a chi di dovere quanto fosse urgente l’acquisto di tutti i nove oggetti del desiderio espressi dal tecnico. Oppure come quando - si dice - Allegri ha insistito in due partite consecutive sulla bislacca idea di Padoin (buono per il big match di Roma ma non per la lista Champions) erede di Pirlo, tanto per far capire quanto fosse incompleto il suo centrocampo senza gli infortunati e in attesa di adeguati rinforzi. E così via. Bugie a caro prezzo.
Tante recite più o meno riuscite. Come la dimostrazione di strapotere espresso in generale, secondo i movimenti complessivi, da un mercato italiano che a sorpresa si è piazzato secondo in Europa alle spalle solo di quello della ricchissima Premier. Un segnale di salutare risveglio? Magari, anche se per ora appariono evidenti i passi più lunghi delle gambe di chi ha investito tanto (vedi le milanesi) puntando su una imprescindibile quanto non garantita riconquista della qualificazione in Champions League, unico espediente per ripianare le milionarie esposizioni attuali. Ma con i posti riservati alle italiane sempre a minaccia di riduzione, il rischio che una delle nostre quattro o cinque big del mercato a giugno debba rifare i conti è alto. Bugie pericolose.

Alla fine la morale è che va bene così. Il mondo del mercato, con i suoi retroscena e le sue letture nascoste, incontra da sempre i gusti del pubblico italiano, storicamente avvezzo alle bugie ufficiali e a quelle mezze verità che ognuno è libero di interpretare come meglio crede. Tutti felici e contenti, tranne i tifosi delusi e noi che sopportiamo le estemporanee morali di chi sguazza in questo ambiente fatto di sogni, delusioni e tanti soldi facili. Ma non per tutti. Bugie necessarie.

Luca Borioni