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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".
 

Corsa perdifiato, cappellino della Roma in testa, zaino sulla spalla ma scuola saltata su indicazione del padre. "Papà, 'ndo sta, è arivato?". Ma il papà, che per gli amici è Biascica, è triste, appoggiato sul furgone, con la mano a coprirsi gli occhi. Il giovane Arturo se ne accorge e domanda: "Chè successo papà?". "Non viene, non viene er capitano". E un verso di disappunto che accomuna padre ed erede. 



C'E' PRUZZO - L'erede di Biascica è Arturo Calabresi, davvero figlio di Paolo, che interpreta il tifosissimo capo elettricista in Boris. Nell'episodio Stopper, Calabresi jr corre sul set perché il padre, che lo chiama al telefono, sente che lo special guest in Occhi del Cuore sarà Francesco Totti: incentivato da papà suo, Arturo la salta scuola e si presenta ma alla fine... non c'è er capitano.
E chi c'è? Sergio Brio. Stopppeerrrr... 

"Ma chi, quello della Juve de tanti anni fa? Quello che menava Pruzzo?"
"Esatto, er bomber de Crocefieschi". 


ER GOL DE TURONE - Alla fine provano a capire la verità su uno dei più grandi misteri del calcio italiano: il gol di Turone. Tra servizi segreti e la Roma che poteva essere scomoda, Biascica non riesce a scalfire il solido Brio, anche se, a detta sua, "mi ha fatto la faccetta, come a dì so tutto ma non posso parlare". Niente Totti, niente verità, ma una bella esperienza vissuta assieme da padre, grande attore, e figlio, con Arturo che poi, col pallone, ci è cresciuto davvero, arrivando sino al debutto in Serie A con la maglia del Bologna. E che ora torna protagonista sul calciomercato. 

IL MERCATO - Difensore centrale o terzino, cresciuto nel settore giovanile proprio della Roma, dove è riuscito a collezionare qualche panchina in Serie A, con esperienze tra Livorno, Brescia, Spezia, Foggia e Amiens, è ora di proprietà del Bologna, ma pronto a volare in Sardegna, con Di Francesco, ex romanista, che lo aspetta al Cagliari, voglioso di ripartire e riprendersi il proprio spazio: 2 presenze quest'anno, 25 l'anno scorso in Francia, 21 quello prima sempre col Bologna. Gli serve fiducia al figlio di Biascica, che a 24 anni ha ancora tempo per dimostrare di essere un difensore da Serie A. Anzi, dicendola alla René Ferretti, uno stoppeeerrrr di categoria. 

@AngeTaglieri88