Lo stiamo aspettando da anni e, finalmente, il movimento calcistico americano, il soccer, sta mostrando i primi segnali di una grande crescita che renderebbe il calcio, finalmente globale. L'ottima prova offerta dagli USA di Klinsmann che ha costretto il talentuosissimo Belgio ai supplementari degli ottavi di finale di Brasile 2014 ne è l'ennesima riprova. Una squadra compatta dal grande talento e che ha saputo mettere in mostra anche due giovani in rampa di lancio: l'attaccante classe '93 già del Bayern Monaco Julian Green ma, soprattutto l'esterno difensivo classe '93 dei Seattle Sounders DeAndre Yedlin.

80 MINUTI DA STAR - Subentrato al 32' del primo tempo all'infortunato (ma positivissimo) Fabian Johnson, Yedlin sulla fascia di destra ha subito messo in mostra tutte le sue impressionanti doti atletiche. Uno scatto nel breve fulmineo e una capacità di spinta ininterrotta, anche senza palla, che hanno costretto il tandem Hazard-Vertonghen a continui raddoppi. Mentalmente si è messo sempre nella condizione di far male, restando un passo avanti al diretto marcatore, ma nonostante le grandi doti offensive ha saputo abbinare anche un grande senso della posizione in fase difensiva. Non è un caso, infatti, che Hazard non abbia inciso come al solito sulla partita e lo stesso Vertonghen, non abituato al ruolo di terzino, ha esaurito ben presto la propria spinta offensiva.

TALENTO CRISTALLINO - Cresciuto a Seattle grazie ai nonni che l'hanno preso sotto la propria ala protettrice (la madre, troppo giovane, non era ancora pronta per garantirgli un futuro da sola) Yedlin ha saputo crescere superando questa difficile situazione familiare.

Si è dedicato presto al calcio crescendo nelle giovanili dell'Emerald City FC. Poi il passo nell'accademy dei Seattle Sounders e le grandi esperienze nei campionati collegiali (al college si è dedicato anche all'atletica correndo i 100 200 e 400 metri con discreti risultati, che hanno convinto il manager Darren Sawatzky a promuoverlo nella formazione under 23 del club: 'Ho visionato DeAndre per la prima volta quando aveva 11 o 12 anni per la prima volta - ha detto Sawatzky - è cresciuto come giocatore offensivo con ottimi colpi e buona tecnica ma ciò che mi ha lasciato stupito è la sua grande capacità di corsa. E' esplosivo, ma allo stesso tempo potrebbe correre per giorni". Doti che, tra l'altro, Yedlin ha saputo mettere in mostra anche nel Mondiale Under 20 dove gli USA, finiti nel girone di ferro con la Francia di Pogba (vincitrice del torneo), la Spagna di Deulofeu e Jesè Rodriguez e il Ghana (finito terzo) di Inkhoom e Boakye non sono riusciti a superare il girone

GLI OCCHI DELLA SERIE A - Il salto in prima squadra l'ha consacrato come uno dei più importanti talenti della MLS. 48 partite (playoff compresi e convocazione nella formazione all star) e l'esperienza da titolare nella Champions League centro-nord americana hanno fatto di lui un giocatore fatto e finito pronto per il grande salto. Proprio con la formazione all star dell'MLS nell'inverno 2013 ha affrontato la Roma di James Pallotta in amichevole e la Roma in virtù della sua proprietà americana e sempre attenta ai giovani potrebbe provare il colpo in prospettiva. Un giocatore finito sui taccuini anche dell'Inter che, grazie alla presenza nella MLS di Erick Thohir con i suoi DC United potrebbe avere un canale preferenziale per arrivare a Yedlin. I costi dell'operazione sono assolutamente contenuti per un talento puro già pronto per la Serie A e, come direbbe il Boss, assultamente Born in the USA.