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Marocco-Spagna non riesce a trovare un padrone. Nel corso del match, le occasioni, da una parte all’altra del campo, sono state svariate. La compagine nordafricana ha tenuto bene, difendendo con le unghie e con i denti il risultato di parità, mentre la nazionale iberica, pur andando più volte vicino al vantaggio, non è riuscita a trovare la rete della qualificazione ai quarti. Sono serviti i calci di rigore. Decisivi, come sempre. E decisivi, in una situazione così densa di tensione, sono i portieri. L’eroe di giornata – e di una nazione intera – è stato Yassine Bounou, detto Bono, 31enne estremo difensore in forza al Siviglia che ha già neutralizzato 13 rigori in carriera. Soler prima e capitan Busquets poi si sono fatti ipnotizzare dal portiere marocchino. E sul palo di Sarabia, Bono aveva comunque intuito l’angolo. Il ballo sulla linea di porta ha distratto i giocatori di Luis Enrique. Una sorta di presa in giro, forse, di scherno ma fondamentale per l’accesso ai quarti di finale del Marocco, per la prima volta nella storia tra le migliori 8 nazioni al Mondo. Un fallimento, invece, l’ennesimo per la Spagna. Quando si parla di rigori, gli iberici non hanno la fortuna dalla loro. Nelle ultime 8 manifestazioni internazionali, gli spagnoli sono usciti in 6 occasioni. La quarta - dopo il 1986, il 2002 ed il 2018 - in una partita di Coppa del Mondo: mai nessuna nazionale ha registrato uno score peggiore nei tiri dal dischetto. Mai nessuno ha fatto peggio nella storia dei Mondiali. Un disastro a cui, dall’altra parte, corrisponde un risultato storico su cui Bono ci ha messo - letteralmente – le mani.

L’EPISODIO CON IL BELGIOE pensare che Bono ha rischiato di terminare anzitempo i suoi Mondiali. È il 27 novembre. La cornice dell’Al-Thumama Stadium è pronta ad ospitare il secondo match del Gruppo F. Belgio-Marocco – conclusasi poi 2-0 in favore della nazionale africana -. Il portiere del Siviglia, come da prassi, faceva parte della formazione titolare scelta dal commissario tecnico Regragui. Eppure, durante l’esecuzione dell’inno nazionale, Bono non canta. Un piccolo malore ferma il n°1 del Siviglia. C’è il cambio. Munir, secondo estremo difensore, difende i pali del Marocco lungo il corso di tutta la partita, senza nemmeno aver avuto il tempo di scaldarsi. Lo stesso Bounou aveva poi dichiarato alla televisione pubblica marocchina Snrt: "Ho preso delle medicine e prima dell'inizio della partita ho avuto le vertigini. E siccome non volevamo chiedere il cambio durante il match, abbiamo preso la decisione di far giocare la partita a Munir e grazie a Dio è andato tutto bene. Purtroppo, non ho potuto vederla perché ero in ospedale. Ho avuto anche un infortunio durante la gara contro la Croazia e lo staff tecnico ha fatto del suo meglio per farmi giocare questa partita. Ho preso le medicine ma prima dell'inizio della partita ho avuto le vertigini. Non potevo fare altrimenti”.
ESSERE DECISIVO? UN’ABITUDINE – Dopo Dominik Livakovic – decisivo per il passaggio del turno della Croazia, con ben 3 rigori neutralizzati – anche Yassine Bounou ha regalato un sogno al suo popolo, alla gente del suo paese, firmando un risultato che rimarrà negli annali della nazionale marocchina. Ma essere decisivo, per Bono, è ormai diventata una piacevole abitudine. È il 20 marzo 2021, in Liga, si sta disputando la 26ª giornata di campionato. Le protagoniste sono Real Valladolid e Siviglia. La formazione di casa è passata in vantaggio al 44° del primo tempo, grazie al gol siglato da Fabian Orellana. Per tutta la seconda frazione, gli andalusi cercano la rete del pareggio, senza successo. Questo, sino al 94°. Ultimo minuto di recupero della partita. Corner per il Siviglia. Bono sale in proiezione offensiva. Da angolo, ne nasce un’azione confusa con la palla che rimane al centro dell’area. Koundé serve all’indietro il proprio compagno più libero. È Bono. Il portiere marocchino non ci pensa due volte e scarica un mancino. La palla si insacca in rete. La squadra di Lopetegui trova il pari e Bono iscrive il suo nome nella storia. Uno dei pochi portieri nella storia a non segnare di testa ma coi piedi. Come Palop in Siviglia-Shakhtar dell’allora Coppa Uefa. Un portiere decisivo, allora come oggi. Ma qui si tratta di più di un pareggio. Qui siamo in Qatar, ai Mondiali. Ed il percorso del Marocco, grazie a Bono, non finisce qui. La sfida tra Portogallo e Svizzera deciderà il prossimo avversario di Bounou e compagni. Un match che varrà le semifinali. Un piccolo pezzo di storia su cui Bounou e compagni vorranno mettere le mani.