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«Purtroppo è un buon colpo»: può sembrare una contraddizione, ma quando una cosa è necessaria va fatta, c'è poco da dire. E così il Brescia perde un altro pezzo, e non è un pezzo secondario, anzi: Alessandro Diamanti passa al Bologna (manca la firma perchè c'è ancora da sistemare qualcosa tra il Brescia e il giocatore), la società di via Bazoli e quella felsinea ieri a Casteldebole hanno trovato l'accordo. Da una parte il ds Andrea Iaconi e il segretario generale biancazzurro Pierfrancesco Visci, dall'altra il presidente e il direttore generale del Bologna Albano Guaraldi e Roberto Zanzi oltre che al procuratore del giocatore Lorenzo Marronaro: scelta la formula della comproprietà con Diamanti che indosserà l'anno prossimo (con un ingaggio di 700.000 euro) la casacca rossoblù mentre nelle casse del Brescia entra un milione e mezzo di euro. 
SI CHIUDE così la telenovela: più o meno venti giorni fa le parti erano vicinissime, sembrava che l'accordo fosse una questione di ore; invece poi tutto si era raffreddato (non certo a causa del comportamento del Brescia, che sta cercando di monetizzare il più possibile). Poi la separazione tra Salvatore Bagni ed il Bologna, la piazza rossoblù che mugugna, il rilancio voluto dal nuovo corso della società emiliana e via, l'affare Diamanti che si conclude. Un Diamanti che ieri ha preferito trincerarsi dietro il silenzio («è inutile che chiamate, non so nulla e non c'è niente da dire»); stasera dovrebbe tornare in Italia (è stato a Londra) ma la sua partenza per Storo, sede della seconda parte della preparazione del Brescia, non è così scontata, a questo punto. Specialmente se le società, insieme al giocatore, decideranno che domani sia il giorno giusto per mettere le firme sui contratti. 
Alessandro Diamanti così sta per lasciare Brescia dopo soltanto una stagione (poco meno di dodici mesi fa aveva firmato un contratto quinquennale). Una stagione che si era aperta sotto i migliori auspici: sua la rete della vittoria, con un bel calcio di punizione, alla terza giornata contro il Chievo, e sua la rete del pareggio contro la Juve in una bella notte al Rigamonti. Poi altri quattro acuti (due in poche settimane, nei successi casalinghi contro Parma e Bari) che non bastano al Brescia che retrocedere. Ma anche la soddisfazione della chiamata in Nazionale, con esordio da titolare, il 17 novembre contro la Romania. 
E ADESSO il Brescia, dopo le partenze di Diamanti e di Hetemaj, e la rescissione di Zebina, ha un altro affare da sbrigare, sempre in uscita. Caracciolo piace a Fiorentina e Chievo, e del Chievo è l'attaccante De Paula, l'anno scorso al Padova dove ha giocato anche Davide Succi, poi fermato da un infortunio. Sono loro i primi due elementi a cui il Brescia sta pensando per un inserimento per l'attacco; altre opzioni, sempre per il reparto offensivo, corrispondono ai nomi di Elvis Abbruscato e Matteo Ardemagni.