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"Ora che è finita, posso dirlo: sono felicissimo". Non c'è solo la gioia per la vittoria nel derby contro il Torino e tre punti importanti per la corsa scudetto nelle parole di Gianluigi Buffon, c'è il record di presenze in Serie A: 648, una in più di Paolo Maldini che si è fermato a 647. Al termine dell'incontro, il portiere della Juventus si è lasciato andare all'emozione a Sky Sport: "Aver aspettato per battere questo record non era un grande problema. Ora ci stiamo giocando tanto, è un momento delicato e la vera pressione che sentivo era solo sulla gara. Ora che è finita sono felicissimo, ma prima non mi toccava".

BUFFON DELL'ESORDIO - "Era un giocatore molto più spensierato. Avevo tantissimi sogni, alcuni grandiosi, e sulla spinta di quell'approccio alla vita di non volermi mai accontentare sono arrivato qui. Battere il record di presenze con la Juve di Del Piero non è uno dei miei obiettivi, non gioco per questi motivi qui perché due anni fa avevo praticamente smesso: poi è arrivato il PSG e il rientro qui e lo stare bene. Mi accorgo che se ho le motivazioni giuste, qualche partita la posso fare senza problemi dando ottime risposte".

RINNOVO - "Almeno fino a 43 anni ci siamo, ma da quando ho compiuto 40 anni ragiono mese dopo mese, è la cosa migliore anche per fare valutazioni personali. Finché le motivazioni e la forma sono alti è giusto continuare a giocare, perché nulla mi rende più felice di giocare certe partite".
PARTITA DA INCORNICIARE - "La prima, la sognavo da quando ero bambino: è stato il coronamento del mio sogno e avevo il desiderio sfrenato di farmi conoscere".

CHAMPIONS LEAGUE - "E' qualcosa che ronza nella testa, è inevitabile. Ci sono andato vicino talmente tante volte che non averla acchiappata per le orecchie è un dispiacere. Ma da certi dispiaceri ho trovato la forza per non arrendermi: la spiegazione che mi do a certe serate tristi è anche questa".