16
Il portiere del PSG, Gigi Buffon ha dichiarato in un'intervista a La Stampa: "Qui mi sono tolto dopo 40 anni da una zona di comfort e rimesso in gioco in campo e nella vita. Neymar e Mbappé sono fuoriclasse. Ney è un talento quasi inarrivabile, se non lo conosci può anche non suscitare simpatia. Invece è un ragazzo persino timido, molto altruista. Ha un lato umano che chi è tifoso non vede, abbagliato dalla stella. E mi chiedo come non abbia ancora vinto il Pallone d’oro, talenti cristallini come il suo ne ho visti davvero pochi. Lui vale Messi e Ronaldo. Mbappé ha un entusiasmo e un talento devastante, è sempre sorridente, gli piace scherzare. Ma deve ancora crescere, se vuole essere il migliore al mondo per i prossimi dieci anni deve tener presente che non lo si diventa solo per le doti naturali, ma serve applicazione e senso del lavoro". 

"Verratti in Italia non lo capiamo perché è di difficile collocazione. Non so dove, ma uno come lui deve sempre giocare. Ha personalità, strafottenza e tecnica per inventarsi ogni tipo di colpo. Ha qualcosa in più degli altri. L’Italia sta tornando a dare qualche zampata. Zaniolo, Barella, Verratti, Chiesa che ora segna con continuità, Donnarumma che sta crescendo bene. E poi ci sono Bonucci e Chiellini, siamo in buone mani". 

"Mi sento un vecchio amico della Juve. Io sono affezionato ai bianconeri, ci vorremo bene per sempre. Anche il fatto di essersi separati non ha provocato polemiche, c’è grande rispetto e stima. Cristiano Ronaldo ha dato linfa nuova a tutto l’ambiente. Il pres Agnelli è stato bravo a capire come ci fosse bisogno di una scintilla per riaccendere l’entusiasmo. Pogba era un ragazzo e adesso è un 'ometto' con personalità ben spiccata, è il punto di riferimento del Manchester United". 

"A 41 anni non ho smesso di sognare. E quando sogni è bello vedersi in tante situazioni diverse. Ho bisogno di entusiasmo, l’anno scorso pensavo di smettere e mi ha creato troppa negatività. Per questo io sogno nella mia testa di stare sul campo fino a 80 anni, il nonno in porta con il bastone e con la maglia numero 1. E al tempo stesso immagino che tutto possa finire domani. Non mi pongo limiti, ma so che il conto prima o poi arriverà".