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    Cafu: 'Il Brasile non deve essere Neymar-dipendente. Paquetà-Milan? Era giovane, ha sbagliato la società'

    Cafu: 'Il Brasile non deve essere Neymar-dipendente. Paquetà-Milan? Era giovane, ha sbagliato la società'

    I Mondiali, oltre ad attirare l'attenzione di milioni di appassionati, offrono la possibilità di esplorare diversi punti di vista di giocatori, allenatori ed ex-stelle. Lo sa bene Marcos Cafu, terzino del Milan del passato, che è intervenuto in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, toccando ampiamente il tema Mondiali. Il calciatore ha parlato della vittoria dello Scudetto del Milan, della conquista della Conference League della Roma, altra ex-squadra del pendolino, e soprattutto delle ambizioni del Brasile.

    In particolare il brasiliano ha dichiarato: "Manca solo la vittoria del Brasile e poi sarà l'anno perfetto. Mi manca l'Italia, a gennaio andrò a Milano a fare i complimenti a Maldini e passerò da Roma". Proseguendo, con riferimento alle possibilità della Seleçao in Qatar, ha aggiunto: "Siamo più forti delle ultime edizioni, abbiamo una rosa più ampia e giocatori di esperienza. Nel 2018 dipendevamo da Neymar, ora non più. La sua assenza si sentirà, ma il Brasile non può dipendere solo da lui. Anche senza Neymar rimaniamo fortissimi, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità".
    Toccando l'argomento Danilo, l'ex-terzino ha precisato:"Danilo è fortissimo. Contiamo su di lui. Non spinge come facevo io, ma dà molto equilibrio alla squadra. Mi dispiace che si sia fatto male, ma Tite al suo posto sceglierà il giocatore più in forma". Parlando di Vinicius, Cafu ha sottolineato: "Deve molto ad Ancelotti, è incredibile come Carlo sappia far crescere i giovani. Ha fatto capire a Vinicius come giocare per la squadra". Allo stesso modo, non sono mancati gli elogi per Paquetà, ex-Milan, sul quale ha dichiarato: "Adesso ha più personalità e sa come stare in campo. Al Milan era troppo giovane e la squadra gli diede troppe responsabilità".

    Spostandosi poi sull'Italia, Cafu ha messo in risalto la sua incredulità riguardo all'assenza degli azzurri dal Mondiale. "E' dura. Ed è pure la seconda volta. Non ci volevo credere" ha precisato. In particolare sul contributo del campionato italiano al calcio internazionale, le sue parole sono state: "In Italia si impara tanto sulla tattica e sulla fase difensiva. I Mondiali non si vincono solo con l'attacco: se la difesa funziona male puoi anche fare 5 gol, ma ne prenderai sei". Infine, l'ex milanista ha aggiunto la  sua opinione sull'operato di Gianni Infantino, presidente della Fifa, spiegando come secondo lui stia "facendo un ottimo lavoro. Sta cercando di modernizzare il calciocoinvolgendo tanti ex-calciatori. Lui è appassionato di calcio e ascolta i giocatori. Gli faccio i miei complimenti".

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