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Tra i tifosi cagliaritani non si parla d'altro: è lui, Alessandro Matri, al centro dell'attenzione dopo la splendida doppietta di domenica scorsa contro il Lecce. Due reti che lo hanno portato a quota otto nella classifica marcatori, miglior goleador italiano insieme a Totò Di Natale e ad una sola lunghezza da Eto'o e Cavani. Due reti che hanno fatto gioire ma allo stesso tempo preoccupare i tifosi rossoblù. Gioia perché finalmente la squadra segna e vince, preoccupazione perché Matri a suon di gol sta richiamando l'attenzione dei grossi club, che lo vorrebbero addirittura a gennaio.  

Alessandro infatti non è corteggiato solo dalle belle ragazze. Le voci di mercato si rincorrono freneticamente: Milan, Juventus e Fiorentina non nascondono le proprie mire, con il club lombardo in pole position grazie anche alle pressioni del mister Allegri, che sarebbe ben felice di ritrovare Matri dopo averlo allenato per due stagioni a Cagliari. Ma ci ha pensato il presidente Cellino, con la consueta chiarezza e fermezza, a frenare gli appetiti delle grandi squadre: Matri non si muove da Cagliari, e con lui gli altri gioielli Astori, Canini e Lazzari, che si stanno mettendo in evidenza in questo campionato. Il patron rossoblù ha in mente un progetto ambizioso e di lunga durata, e sarebbe pertanto contradditorio portarlo avanti smantellando la squadra vendendo i pezzi migliori.

Da parte nostra ovviamente saremo ben felici se il centravanti lombardo continuasse a segnare con la maglia rossoblù ancora per molti anni: domenica ha raggiunto il quinto posto tra i migliori marcatori in serie A e gli auguriamo di potersi avvicinare al numero uno (in tutti i sensi)... un certo Gigi Riva. E se potesse servire a dissuaderlo, lo invitiamo a guardare chi, in epoca recente, ha lasciato il Cagliari per seguire le sirene del 'calcio che conta'. Ad esempio David Suazo, che nel 2007 volò a Milano, sponda interista, senza trovare la fortuna che avrebbe meritato e che oggi si trova (dopo le esperienze non proprio esaltanti al Benfica e al Genoa) a girovagare tra panchina e tribuna nell'Inter di Benitez. O Mauro Esposito, che non riuscì a sfondare nella Roma di Spalletti, dopo sei anni esaltanti a Cagliari, e dopo Chievo e Grosseto in serie B ha scelto di ricominciare in Prima divisione con l'Atletico Roma. Insomma, le altre squadre possono aspettare: il Cagliari e Matri possono diventare grandi insieme.