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  • Calcio & Legge: 'Bernard, sentenza che farà la storia sulla libera circolazione dei calciatori'

    Calcio & Legge: 'Bernard, sentenza che farà la storia sulla libera circolazione dei calciatori'

    Calciomercato.com ha posto all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei corsi di Reggio Emilia per aspiranti agenti dei calciatori e osservatori di calcio (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it), alcune domande sulle norme che regolano il primo contratto da professionista di un giovane calciatore.

    Cataliotti a chi spetta il diritto di stipulare il primo contratto da professionista con un giovane calciatore?

    Il diritto di stipulare il primo contratto da professionista con il calciatore “giovane di serie” (è tale il calciatore tesserato presso una società professionistica) è in capo alla società per la quale lo stesso calciatore è tesserato. Tale diritto va esercitato esclusivamente nell’ultimo mese di pendenza del tesseramento quale “giovane di serie”. Va ricordato che i calciatori con la qualifica di giovani di serie assumono un particolare vincolo atto a permettere alla società di addestrarli e impiegarli agonisticamente fino al termine della stagione sportiva che ha inizio nell’anno in cui il calciatore compie anagraficamente il 19° anno di età.

    Che durata può avere il primo contratto da professionista?

    Può avere durata massima triennale.

    Mettiamo il caso che il calciatore, al termine dell’ultima stagione sportiva quale giovane di serie, riceva una proposta di ingaggio da un’altra società, magari estera; che cosa accadrebbe?

    La risposta a tale interessante domanda è contenuta in una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2010 che ha, in pratica, sancito il principio secondo il quale i giovani calciatori non sono obbligati a sottoscrivere il loro primo contratto da professionisti con la stessa società che ha provveduto alla loro formazione calcistica.

    Vale a dire? Quale fu il caso?

    Il caso del calciatore francese Olivier Bernard che, al termine del suo periodo di formazione con il Lione rifiutò l’offerta di contratto da professionista offertagli dal club francese per andare a sottoscrivere autonomamente il suo primo contratto da professionista con il club inglese Newcastle United. Ne derivò una battaglia durata tanti anni davanti a tanti tribunali e conclusasi innanzi alla Corte di Giustizia Europea che sentenziò come il regime che impone a una giovane promessa di firmare il primo contratto da professionista con la società che ne aveva curato la formazione costituisca “una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori”.

    E la società che si vede sottratto il calciatore formato per tanti anni non avrà diritto ad essere risarcita?

    E’ quello che chiese il Lione, ma la Corte di Giustizia Europea più che condannare il club inglese a un vero e proprio risarcimento dei danni nei confronti del club francese, affermò che alla società Lione dovesse spettare un indennizzo per le spese sostenute dallo stesso club nella formazione del calciatore in questione.

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