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Il gol di Calderoni mi ha ricordato quello del portiere del Benevento, Brignoli all’inizio dell’avventura di Gattuso. Un pareggio immeritato, giunto nei minuti di recupero, incassato da una squadra che non ha certezze e non è più abituata a vincere. Un vero peccato perché la prestazione del Milan nel primo tempo e, a tratti, nella ripresa è stata convincente, quasi piacevole. Parliamo di prestazione “di squadra” e già questa è una bella novità. 



E’ invece meglio tralasciare i commenti su alcuni singoli. Facciamo un’eccezione per Conti, protagonista in negativo del match e palesemente inadeguato a ricoprire il ruolo di terzino. E pensate che qualcuno ci indicava la sua prolungata assenza per infortunio come il motivo principale della deludente stagione 2017/18. Anche lui è colpevole nella dormita generale di fine gara che costa i due punti al Milan, ma non è il solo. Trovo per esempio inconcepibile come Suso, uno dei giocatori più dotati tecnicamente della rosa, uno dei più esperti e uno di quelli che sa tenere la palla tra i piedi (spesso anche troppo) riesca a perdere per ben due volte il pallone a ridosso della propria area di rigore nella stessa azione durante i minuti di recupero. Proprio dal doppio errore dello spagnolo nasce il bellissimo gol di Calderoni.

Ecco Suso, anche con Pioli si sta rivelando titolare inamovibile. La gente si domanda perché. La risposta è semplice: è uno dei migliori della rosa e con una squadra in difficoltà qualsiasi allenatore lo fa giocare. L’errore in questo caso non è degli allenatori ma dei dirigenti che non sono stati in grado di risolvere il problema Suso questa estate, cedendolo. Infatti siamo sempre lì, con lo spagnolo in rosa anche Pioli è costretto a giocare con il 4-3-3 e quindi a sacrificare uno tra Leao e Piatek. A questo proposito il polacco si è sbloccato ma il tecnico rossonero ha fatto chiaramente capire che per lui in questo momento il titolare non è lui.

Alla fine, tra nuovi innesti e vecchie conferme, la prima di Pioli ha dato a mio avviso buone risposte. Sicuramente non un buon risultato, ma mi viene da ridere quando qualcuno ancora pensa che il Milan possa rincorrere il quarto posto. Teniamoci invece la prestazione e la percezione che con questo allenatore, senza fare cose trascendentali, avremo un Milan più logico che farà l’ormai consueta stagione da metà classifica. E per quest’anno va bene così perché si stava mettendo davvero male. In conclusione vorrei spendere due parole per il protagonista assoluto della gara contro il Lecce, ossia Calhanoglu, nettamente il migliore in campo. Il turco non mi ha mai fatto impazzire e personalmente ho sempre pensato che il Milan potesse farne tranquillamente a meno. Ma ieri contro il Lecce ha giocato una gran partita, forse la migliore da quando indossa la casacca rossonera. E questo deve essere di insegnamento per i tanti tifosi che la scorsa settimana si sono scagliati contro di lui per il saluto militare esibito insieme ai suoi compagni di nazionale. Impariamo a giudicare i calciatori per quello che fanno in campo. E limitiamoci a valutare quello che fanno come professionisti senza spingerci in superficiali dissertazioni filosofiche su questioni storico-politiche di cui non abbiamo nemmeno la cognizione. Non ho mai simpatizzato per Calhanoglu ma mi è dispiaciuto quello che ho letto contro di lui sulla spazzatura dei profili social di molti tifosi, critici eccetera eccetera.