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"Ho parlato tre giorni fa con Maldini. Gli ho detto che ora voglio concentrarmi sull’Europeo". Hakan Calhanoglu era stato chiaro nel rispondere alle domande sul suo contratto, in scadenza con il Milan, nella prima conferenza stampa alla vigilia della partita contro l'Italia. Nessuna firma finché la Turchia sarà impegnata con gli Europei. Una strategia basata sull'attesa che dura da inizio stagione e che, inevitabilmente, si sta trasformando in un autentico boomerang anche per quello che poteva essere il mercato attorno al suo nome.

TURCHIA FLOP - La Turchia infatti arrivava alla competizione continentale come una possibile sorpresa, dopo essere rimasta imbattuta nel doppio confronto con la Francia iper-favorita nel percorso di qualificazione. Quell'impatto è però ora solo uno sbiadito ricordo perché la selezione allenata da Gunes, prima con l'Italia e poi contro il Galles, non è sembrata neanche una lontana parente di quella ammirata allora. Un flop che fa rumore e, nonostante esista ancora una residua possibilità di qualificazione agli ottavi di finale da terza del girone, inevitabilmente Calhanoglu è finito nel mirino di critici e tifosi. Va detto, c'è chi ha fatto di peggio di lui fra le fila turche, ma se questa doveva essere l'occasione per mettersi in mostra alla ricerca di nuove opportunità, qualcosa è andato storto.
HARAKIRI MERCATO - La strategia dell'attesa non ha pagato (o non sta pagando) i dividendi previsti, perché questi Europei non stanno creando nuovi estimatori del trequartista turco. Un harakiri tattico che a fine evento rischia di concretizzarsi, ancora una volta, in un'unica proposta concreta e attraente sul tavolo delle trattative: quella del Milan. Il club rossonero, ce lo ha confermato lo stesso Calhanoglu, non ha interrotto i contatti con lui, ma non ha alzato di un centesimo l'offerta già prospettata al suo agente. Cosa deciderà il numero 10 rossonero? Il tempo, questa volta non sarà un amico, anzi, sarà il Milan a non attendere all'infinito una risposta definitiva per il suo rinnovo.