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Dopo l'appuntamento di martedì scorso, ancora in piena bagarre da Superlega, oggi è andata in scena una nuova Assemblea di Lega Serie A - rigorosamente in videoconferenza - che avrebbe dovuto essere quella della possibile e definitiva resa dei conti tra i 3 club che avevano aderito al progetto, Inter, Juve e Milan, e le restanti 17 società. Così non è stato, vuoi per l'assenza di uno dei sicuri protagonisti, il presidente bianconero Andrea Agnelli (che anche nelle recenti settimane aveva più volte delegato a un altro esponente della società il compito di rappresentarlo, ndr), vuoi perché l'argomento non era all'ordine del giorno e i più "agitati" si sono ripromessi di affrontare la questione a partire dalla prossima assemblea.

NEL MIRINO - Si è parlato invece della questione dei diritti tv - che peraltro resta in sospeso dopo il ricorso d'urgenza di Sky contro Dazn per possibile violazione della Legge Melandri - col pacchetto 2, quello delle 3 partite che per il triennio 2021-2014 saranno assegnate in co-esclusiva a due differenti soggetti. Per martedì 27 aprile sarà reso pubblico un nuovo bando per i broadacaster interessati.
Eppure, a margine di queste delibere, il clima di ostilità che si è venuto a creare tra la maggioranza dei club di Serie A e i tre "ribelli" si è ugualmente palesato, con interventi di Preziosi, Ferrero, Cairo e del Ceo della Roma Fienga che hanno ribadito la loro censura nei confronti dell'operato mantenuto da Agnelli, Marotta e Scaroni in merito al caso fondi e conseguentemente al progetto "clandestino" della Superlega. Una presa di posizione netta, ribadita e sottolineata - secondo quanto ricostruisce l'Ansa - con toni definiti duri anche dal presidente della Lega Paolo Dal Pino, finito nelle scorse settimane nel mirino di 7 società che ne hanno contestato la governance, tra cui proprio Inter e Juve.
IL CASO LAZIO-TORINO - Un round che si è concluso con una sostanziale parità, in vista del faccia a faccia previsto per la nuova assemblea; esattamente come in fase di stallo resta la vicenda della disputa di Lazio-Torino, match valevole per la 25esima giornata e mai giocato lo scorso 2 marzo a causa del focolaio di Covid abbattutosi sulla formazione granata. Ad esprimere le proprie preoccupazioni sull'esito di questa diatriba sono stati i rappresentanti delle squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere, che temono che un eccessivo slittamento nel tempo della partita possa condizionare il finale di campionato. Questi dirigenti hanno invitato il presidente della Lega Dal Pino a un intervento, incassando una disponibilità a parole che però, in virtù del fatto che il giudizio sulla vicenda sia tuttora in sospeso, non potrà convertirsi in qualcosa di concreto. Il Collegio di Garanzia del Coni, presieduto da Franco Frattini, ha fissato infatti la sua costituzione non prima del 13 maggio e difficilmente potrà accogliere l'invito a provare ad anticipare i tempi. Il che rischia seriamente di portare al recupero di Lazio-Torino non prima del prossimo 19 maggio, forse a giochi già fatti.