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Il capo ultrà atalantino denunciato per l'assalto al ministro degli Interni Roberto Maroni ammette: "Un errore l'assalto a Maroni, ma la protesta andrà avanti".

Il Bocia, 38 anni, una ventina di Daspo alle spalle, rivela: "Sono pronto a tutto, non vendo la mia anima e i miei principi. Ma voglio chiarire alcun cose".

"In corteo c'erano 700 persone. Doveva essere una cosa pacifica, l'idea era quella di fischiare Maroni appena prendeva la parola. E invece... Con la Questura c'era un accordo: farci arrivare davanti al maxischermo che trasmetteva le immagini dal palco. Non ci sarebbero stati problemi. Comparso Maroni, avremmo fischiato. Invece ci hanno fermati prima. Mentre parlavo con i dirigenti della Digos in testa al corteo, dalla coda si è staccato il gruppo che ha fatto casino".