97
Fabio Caressa risponde alle critiche dei social dopo la grande vittoria della Juventus contro l'Atletico Madrid in Champions League. Il telecronista Sky spiega in un'intervista al Corriere della Sera: "Mi accusano di essere juventino? Tutto già successo. La stagione del triplete ero interista. L’anno scorso, con la Roma in semifinale di Champions, giallorosso. E in una fase sono stato pure milanista. Sono romanista? Non sono tifoso. A 16 anni, quando ho cominciato, seguivo la Lazio. Poi la Roma. Sono cresciuto alla scuola di Sandro Piccinini, e non erano radiocronache di parte. La verità è che Juve-atletico era importante per tutti: tifosi, Sky che investe sulla Champions, movimento, giornali, calcio italiano. L’incipit me lo scrivo prima, poi lo leggo: all’inizio è importante non sbagliare. Non lo facevo da anni, ma l’occasione era speciale. Poi, quando la partita inizia, la telecronaca è pura emozione. Il primo, il secondo, il terzo gol. Tutti di Cristiano, che aveva addosso la pressione del fallimento. Un exploit clamoroso, che va raccontato. Tornando indietro, la rifarei uguale. In telecronaca seguo due monitor, più quello della Var. In cuffia avevo Bergomi, Pirlo, il coordinamento, i bordocampisti. E secondo voi sto lì a pensare per chi faccio il tifo? È lavoro! Non sono sui social e non li leggo. Sono lo sfogo del momento. Io non faccio il politico: non cerco il consenso".