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Tra rinnovi di bonus e correttivi al ribasso delle bollette, ciò che resta di questo Governo ad orologeria sta tentando di fornire un poco di ossigeno vitale ad una società in via di soffocamento. Un welfare che pare lasciare del tutto indifferenti i padroni dell’industria del pallone i quali non rinunciano ad approfittarsi della fame di calcio della brava gente

Un grossolano e anche piuttosto scandaloso esempio di malcostume ai danni del prossimo lo ha offerto la Juventus in occasione del suo “debutto” a Villar Perosa. Un appuntamento, questo, che possiede un significato altamente romantico perché, dal giorno della fondazione bianconera ha sempre rappresentato il momento più alto a livello emotivo tra la società, la Famiglia, la squadra e il suo popolo. Da tre anni mancava e oggi ha ripreso il suo corso tradizionale. Con un distinguo tra passato e presente.

Per assistere all’amichevole tra una Juventus ancora raffazzonata e la squadra Under 23, quindi una gara squisitamente amatoriale, i tifosi si sono trovati a dover pagare 54 euro per un posto a bordo campo e 34 per una sistemazione nel prato attiguo. Uno sproposito e persino una provocazione in un momento di grave crisi economica pe le famiglie italiane. E l’appuntamento di Villar è sempre stato un avvenimento allestito per le famiglie. Ma ciò accadeva quando c’era l’avvocato Gianni Agnelli equando per vedere da vicino Michel Platini bastavano mille lire.

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