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Marcello Carli, direttore sportivo del Cagliari, parla al Corriere dello Sport di Barella e Nainggolan: "Giulini ha tenuto duro per Nicolò, non avrebbe voluto cederlo se non alle sue condizioni. Ma rinviava, rinviava, girava e prendeva tempo. Un giorno lo convocò l’Atletico a Madrid, Berta su indicazione della sua proprietà si sarebbe svenato. Lui mi disse “Marcello, vacci tu, fatti offrire la luna, tanto non lo cedo”. E così fu. Poi, alla lunga, è stato inevitabile. Quando? Lo scorso gennaio il Napoli si superò, come l’Atletico. Giulini disse no. Il Chelsea avrebbe fatto di tutto e di più, Maurizio Sarri avrebbe voluto prenderlo malgrado il blocco del mercato. A un certo punto capimmo che non avremmo potuto trattenerlo. Ma alle condizioni di Giulini, senza sconti, e pensando alle rinunce fatte in passato. Io sono stupito da Barella. Che potesse andare meno di istinto e più di ragionamento per far risaltare le sue enormi qualità, non pensavo così rapidamente. I meriti di Conte devono essere enormi". 

SU NAINGGOLAN E ROG - "Hai comprato una bellissima casa e puoi prendere il superattico. Rog è la bella casa, ma a un certo punto ti dicono che puoi avere il superattico al centro di Roma. Non te l’aspetti, non lo avevi immaginato, ma se te lo propongono, cosa fai? Accetti di corsa. Nainggolan è il superattico, ha due famiglie: la sua e il Cagliari. Non ci abbiamo pensato un secondo, all’inizio non stava benissimo per un problema al polpaccio. La forza fisica per lui è essenziale per sprigionare la sua indiscutibile tecnica. Ora è al top. Io gli dissi poche parole".