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Le battute, volendo, si sprecherebbero: circa la partita e quella strana danza, almeno per il calcio, fatta all’inizio, sotto gli occhi, forse attoniti, dei giocatori del Carpi. Eppure non sarebbe elegante, non sarebbe signorile irridere una squadra che per 90 minuti è stata pressoché bloccata dai biancorossi, nonostante il possesso palla clamorosamente alto, nonostante il potenziale offensivo pari a quello di un’armata da guerra, nonostante uno stadio che farebbe tremare le gambe più salde ed allenate. Se da un lato, però, non si accettano battute, dall’altro, quello carpigiano, non si accettano lezioni, di calcio, naturalmente. Perché se la prima è fortuna, la seconda è maestria. Perché se tra andata e ritorno, con giocatori del calibro di Bacca, Niang, Balotelli, Menez e Boateng, non si riesce a fare un gol, di sicuro ci sarà qualcosa che non funziona, però sarebbe anche corretto riconoscere dei meriti ad una squadra di ragazzi giovani e forti, ma comunque ancora “di belle speranze”, che a San Siro, quest’anno, ha strappato due punti.

Comunque, la classifica cambia ancora e stavolta contro tutti i pronostici, anche quelli dei sempre entusiasti supporter biancorossi accorsi a Milano. Il primo tempo aveva fatto temere il peggio: un possesso palla così ampio, nel novanta percento dei casi, porta ad un vantaggio quasi scontato, sia pure di misura. Merito a Castori, dunque, che col suo fare verace concede a tutti quel pizzico di romanticismo che da tempo mancava nel calcio che conta. Solo questo è importante della partita di ieri, aldilà dei commenti tecnici, tutti giusti quanto inutili, aldilà delle prestazioni dei singoli, tutte sacrificate in nome dell’unità del gruppo, mai impreparato, mai disattento.

Il bello arriva adesso e dipenderà tutto dal Carpi, che dovrà dimostrarsi capace di mantenere saldo quel pur timido vantaggio sulle altre due. Lunedì, a giornata conclusa, sarà il turno dell’Empoli. I Toscani, già salvi, hanno sempre espresso, con Sarri prima e con Giampaolo poi, un gioco frizzante, innovativo e pericolosamente aggressivo, come dimostra la prolungata permanenza in massima serie. Compito del Carpi sarà quello di riuscire a smorzarlo. La salvezza passera dai tre punti, quantomai necessari, soprattutto in vista della sfida del primo maggio, contro la Juve più famelica degli ultimi anni che, sicuramente (e come giustizia impone) non sarà in vena di concedere regali ad una squadra in lotta per restare dov’è.